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il Grifone in campoAncora beffati nel finale
25/11/2007

 

Genoa  C.F.C.                      0

 

A.S.  Roma                           1

(45' II t. Panucci)

 

 

 

Pioggia che, insistente da giorni, smette proprio all'inizio della partita.

Terreno di gioco in buone condizioni.

 

Contro una Roma incompleta, schieramento del Genoa secondo il modulo previsto, oscillante da un attacco a tre (Leon-Borriello-Sculli) a un Borriello isolato per i ripieghi difensivi degli altri attaccanti, profondi specialmente da parte di Sculli. 

 

 


Dunque niente Figueroa, che si era detto di voler valutare entro pochi turni di partite: con la sua presenza si sarebbe rinunciato o all'ottimo Borriello o al modulo di gioco caro a Gasperini. Vedremo in future partite, se l'interesse per Figueroa è autentico, come scioglierà il nostro allenatore questo problema strategico (peraltro il gioco d'attacco imperniato su due punte ha pure una grande storia!).

 

Roma con centrocampo fitto ma anche attacco dispiegato; linea difensiva avanzante a comprimere il gioco al centro.

 

Partita vivissima, battagliata a metà campo. Senz'altro un gioco di buon livello da parte di entrambe le squadre.

 

Roma molto brava e ammirata per le posizioni mobili e per il gioco di scambi. Genoa all'altezza degli avversari (nella solita sciapa maglia bianca) grazie a un maggior dispendio di energie dei propri giocatori.

 

La terna arbitrale, diretta dall'"internazionale" Rosetti da Torino, ha dato il peggio di sé e ci ha ritornato l'impressione di un allineamento a favore dei potenti. Non che Rosetti non abbia fatto un paio di evidenti errori anche a danno della Roma; ma per tutta la partita c'è stato per noi un vento contrario, una costante serie di punizioni contro, in troppi casi non condivisibili – come quando Borriello con le spalle alla porta, caricato a tergo, semplicemente "resisteva" alla carica. Ma non solo per gli errori minuti l'arbitro ha influito sul risultato. Ha fermato nel secondo tempo Di Vaio, che andava in porta, per un fuorigioco inesistente. Ha assegnato, al 90', alla Roma la punizione che ha generato il gol per essersi Juric riparato la faccia con le mani contro un forte calcio piazzato (vero che aveva saltato con le mani alte, ma questo non è fallo fino a quando non si tocca la palla: invece ha toccato la palla soltanto dopo averle abbassate per ripararsi dalla pallonata). Tutt'e due i segnalinee sono coinvolti in questi determinanti errori. Proprio una trista terna. A proposito del guardalinee Papi, in occasione di un calcio d'angolo negato al Genoa durante il primo tempo, ho visto Rosetti, il quale mi sembrava un po' incerto sulle proteste, che ha fatto un cenno a braccio teso verso di lui che stava già correndo verso il centro campo: questo guardalinee ha fatto un mirabile istantaneo dietro front e una corsa di venti metri verso la bandierina a segnare il corner, che quindi l'arbitro ha dato. Signori, questi non sono semplicemente errori: si tratta di un comportamento che si discosta dai canoni di probità e non infonde fiducia. Se il guardalinee aveva visto il corner, doveva segnalarlo prima; se non lo aveva visto, non doveva segnalarlo dopo.

 

Dicevo che il Genoa si è impegnato ammirevolmente per equilibrare il gioco tecnico e armonioso della Roma e se questa ha sfiorato la segnatura alcune volte, tirando fuori, anche il Genoa ha avuto occasioni per vincere la partita, con tiri ribattuti o finiti fuori. Tuttavia i portieri sono stati impegnati poche volte e gran merito l'ha avuta la difesa del Genoa. Un clamoroso palo interno colpito da Paro da lontano si è equilibrato con una difficile deviazione di Rubinho (non sempre autorevole) contro la traversa su colpo di testa ravvicinato.

 

Il maggior predominio della Roma s'è visto nella mezz'ora finale del primo tempo.      

Nella ripresa il Genoa man mano è cresciuto fino a mettere in difficoltà i bianchi anche sul piano della corsa. Poi, nei dieci minuti finali, avvenute anche alcune sostituzioni, la Roma s'è fatta pericolosa fino a segnare il gol con la testa di Panucci mal marcato.

 

A fine gara Panucci invia un cenno di saluto verso la Nord, forse per diplomazia, nella speranza di un suo ritorno, che credo pochi vorrebbero.

Un gruppo di giovani sostenitori genoani si sofferma alquanto presso gli spogliatoi per esprimere le proprie opinioni verso la terna arbitrale.

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

 

 

 



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