Da solo allo stadio
Triste dopoguerra, macerie, squallore. Sono ritornato a Genova.
Un conoscente di famiglia, danaroso all’eccesso, oserei dire, mi ha regalato un biglietto per la partita. Comincia il nuovo campionato. Un regalo semplice che per me ha un significato.
Non c’é mio padre, oggi, a guardarmi come quando mi arrampicavo sui gradini della Nord alti per me. Oggi, per la prima volta, sono solo e autonomo. Sono ormai quasi un ragazzo, tornato dopo tanti anni a rivedere la squadra dell’infanzia.