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il Grifone in campoIl Genoa scava nella crisi del Palermo
22/03/2008

 

U.S. Città di Palermo                     2

(24’ I t. Amauri, rigore; 48’ II t. Amauri)

 

Genoa  C.F.C.                                 3

(29’ I t. Figueroa; 5’ II t. Milanetto; 16’ Konko)

 

 

 

Che forza, ragazzi! A Palermo il Genoa ha fatto un figurone (stavo per scrivere un figuroa). Si è proprio vista la differenza tra una squadra dal giuoco fluido e omogeneo e di intesa e di palleggi e di dedizione e di collaborazione, e un’altra le cui principali virtù erano i buoni valori individuali. 

 

Ma alla metà del primo tempo eravamo tutti pieni di gran dispetto, per il modo in cui l’equilibrio del risultato è stato rotto a nostro danno.

 

Forse a Palermo un’atmosfera locale influisce particolarmente sui guardalinee.

 

 


Ricordate quello che ci fece perdere 1-0, molti anni fa, sbandierando all’arbitro di assegnare il gol su un tiro di testa parato sotto la traversa nell’angolo alto di sinistra da parte del nostro portiere tunisino, el-Quaer, se non sbaglio il nome?

 

Guardatevi a Palermo dai guardalinee! Sono infidi. 

 

Questo, che si chiama De Luca, ha colpevolmente indotto l’arbitro Tagliavento alla colpevole decisione di darci un rigore contro, per un intervento pulito di Santos, sul pallone: una decisione che era un insulto alla logica di giuoco.

 

Scarpi intuiva ma sfiorava soltanto il forte tiro basso di Amauri.

 

I rossoblù, che indossavano brutti pantaloncini bianchi, reagivano con un ficcante contrattacco portato in volata, in ampi spazi, da Leon che, una volta tanto, dava appoggio giusto e tempestivo a un Figueroa smarcato sulla destra. Un arresto a seguire, uno scarto laterale, un tiro secco da fuori area, palo interno a mezza altezza e goal. 

 

All’inizio del secondo tempo, dopo cinque minuti di insistenti attacchi palermitani, il Genoa improvvisamente risolveva la gara al primo contrattacco, ancora su spazi larghi, per merito di un puntualissimo inserimento di Milanetto, bravo a raggiungere sottoporta un centro rasoterra di Figueroa: cosa neppure tanto facile, ma una volta arrivato la marcatura era fatta.

 

Stordito dal colpo, il Palermo non è stato neppure aiutato dal proprio ambiente di casa. Al Genoa si aprono nuove possibilità: ne approfitta e realizza uno dei suoi rari gol su corner, autore Konko.

 

Pian piano e sempre più il giuoco si sposta sotto la porta del Genoa.

 

Diversi episodi di gioco vengono bene controllati da Scarpi. Una scorrettezza di Sculli, già ammonito, trova tolleranza dall’arbitro, non da Gasperini che lo sostituisce. Un violento tiro di Jankovic lo respinge la traversa. All’ultimo secondo di gioco, Amauri dal limite sa collocare con meravigliosa precisione la palla nell’angolo alto a sinistra di Scarpi ma il gioco poi neppure riprende più.

 

Ormai non occorre riparlare del valore e delle qualità dei nostri giuocatori, che si conoscono; ma non possiamo sottacere due fatti importanti: la sicurezza che manifesta e che trasmette Scarpi, che suscita in noi qualche pensiero; la dimostrazione di valentia anche fisica di Figueroa a soli tre giorni di distanza dalla partita con l’Inter.

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 



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