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il Grifone in campoGita allegra, ritorno giulivo
21/04/2008

 

 

A.C.  Siena                             0

 

Genoa  C.F.C.                        1

(24’ I t. Konko)

 

 

 

Siena ha accolto con una calda giornata solare la folla di sostenitori genoani che l’hanno invasa e tinta di rosso-blù.

 

La mattina, mentre passeggiavamo a chiacchierare per le vie e le piazze della bellissima città, eravamo di continuo interrotti dai saluti di qualche amico che ci veniva incontro. Non c’era verso di poter finire un discorso.

 

 


Molti di noi erano partiti la vigilia, per trascorrere un’ulteriore giornata a visitare i deliziosi dintorni e convergere poi tutti sul posto verso la mezza mattinata.

 

Una sola persona sapevamo di non poter incontrare. Forse, nel visitare una delle numerose chiese, non sarà mancata qualche preghiera di poter rivedere presto Pippo in gita con noi.

 

Poi ci siamo lanciati nella rumorosa festa dei “children”, che hanno incontrato i coetanei senesi e sono stati ospiti della Contrada della Selva, in una grande sala imbandita per almeno 200 persone.

 

Infatti Siena non solo è più che attrezzata a ricevere visitatori in gran numero, ma dovete sapere anche che in Contrada Selva a ogni vigilia di Palio avviene un ricevimento all’aperto di oltre un migliaio di persone – così m’hanno detto – riservato ai cittadini appartenenti alla contrada; e se poi, in quell’occasione, in famiglia, dei due  coniugi solo uno appartiene alla Contrada, l’altro se ne va via presso i propri genitori!, in quel momento è un avversario!

 

Nel locale della “Società del Rinoceronte” (simbolo della Selva) ci siamo lasciati sommergere dai semtimenti di amicizia e della autentica sportività, come credo fosse una volta, al tempo dei pionieri.

 

Infine, dopo esserci salutati con promesse di reincontrarci, si va in quello strano stadio in cui, da qualsiasi parte, si entra scendendo, circondato com’è da spalti naturali. Il prato è bello, la visibilità è buona; si vedono bene anche tutte le linee laterali e i corner.

 

Il Genoa scende in campo col rossoblù ma ahimé pantaloncini bianchi. Gioca De Rosa, come logico e prevedibile.

 

Il Siena parte all’attacco. Batte un paio di punizioni che inconsueti movimenti dei propri giocatori rendono insidiose, ma la nostra difesa se la cava. Successivamente (11’) De Rosa salva un’incursione pericolosa allungandosi tutto per sospingere in corner. Quindi (16’) un pericolo viene da un forte tiro di Coppola dal limite, che esce vicino al palo. Non è mancata anche una buona parata di Rubinho.

 

Ma intanto il Genoa ha preso la manovra in mano ed ha avviato il suo giuoco avvolgente. Va in vantaggio all’improvviso con un’azione personale di Konko conclusa con un rasoterra diagonale dal limite molto preciso su cui il loro portiere si lascia uccellare. E’ sfuggito all’arbitro un fallo sul nascere dell’azione, quasi a metà campo. 

 

L’arbitro, Marelli da Como, diventa quindi un personaggio determinante, Già al 9’ aveva fischiato contro il Genoa un fallo da molto lontano, mentre l’azione era a 1 metro dal guardalinee che invece la dava  buona; comportamento oggi inconsueto, ma non necessariamente sbagliato. Adesso, al 34’, incide sull’ulteriore svolgimento della gara.

 

Succede che una palla gestita male dalla nostra difesa (Rubinho) viene rubata da Maccarone che si avventa verso l’area sguarnita. De Rosa si sacrifica a un inevitabile cartellino mettendolo a terra prima che vi entri, quasi al vertice. Il guaio è che il cartellino è rosso. Era “chiara occasione di segnatura”? Certamente Maccarone sarebbe andato al tiro, pur da posizione piuttosto angolata e con una certa possibilità di venire infastidito. Va bene, diciam di sì, la decisione dell’arbitro è accettabile.

 

Ma ora la partita scade di bellezza. Il Siena acquista la prevalenza delle azioni e il Genoa, in 10 uomini ma col vantaggio del gol, deve applicarsi alla difensiva. Molte palle, non appena respinte, vengono riprese e riportate avanti immediatamente dai giocatori del Siena.

 

Ma l’attacco dei bianconeri senesi oggi, anche per le assenze, è davvero scarso – quale differenza con la squadra ammirata all’andata al Ferraris!  Una serie di mischie non basta a pareggiare il punteggio. Due volte accade che un attaccante del Siena si liberi e penetri in area smarcato davanti a Rubinho: al 2’ della ripresa è Maccarone che tira ignobilmente a lato, da sinistra,  il pallone; al 18’ è Rubinho che con una delle sue uscite gattesche riesce ad avvicinarsi e ribattere il tiro. Poi, oltre alle mischie, ricordiamo un buon tiro di Còdrea da distante parato in corner (32’).

 

Dobbiamo dunque concludere che il Genoa si è difeso bene, anche se il Siena ha attaccato male, e pur con un uomo in meno per due terzi della partita ha saputo mantenere la linea estrema efficiente.

 

Il Genoa nella ripresa ha tuttavia svolto un paio di belle azioni che potremmo dire  malamente sciupate se non tenessimo conto della fatica e del caldo: al 20’ (Konko) e al 34’ (Danilo) danno dimostrazione di come non va giocato il pallone negli spazi del contropiede.

 

Gli ultimi minuti sono persino tranquilli e il Siena sembra quasi rassegnato, come anche il pubblico locale, che non s’è fatto quasi sentire. In festa invece, con clamori e tante bandiere, i nostri hanno accolto i saluti finali della squadra.

 

 

Vittorio Riccadonna

 

  



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