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il Grifone in campoPassa l’Empoli e s’allontana il sogno europeo
27/04/2008

 

 

Genoa                                   0

 

Empoli                                  1

 

(15’ p.t. Abate)

 

C’eravamo abituati un po’ male ed oggi, sotto certi versi, c’è stato un risveglio un po’ brusco.

 

 


Il sogno “Europa”, che cominciavamo ad accarezzare, praticamente svanisce (mancano oramai solo tre giornate al termine), ma non sarà impossibile farsene una ragione visto che il nostro traguardo stagionale dichiarato ed effettivo era un altro (la salvezza senza patemi) ed è stato raggiunto molto brillantemente.

Non mi pare però il caso di fare discorsi del genere la volpe e l’uva.

Alzi la mano piuttosto chi sotto sotto non sperava ancora di raggiungere l'Udinese e, perché no, anche la “ciclistica”.

Sarebbe stato un bel doppio colpo il cui mancato ottenimento ci vieta solo la “ciliegina sulla torta".

 Pazienza, anzi “porca tolla”, ma insomma anche se non arriveremo sino a lì, è andata alla grande, semmai preoccupano le non indifferenti difficoltà di riuscire a ripeterlo un campionato come questo.

Il navigato Cagni, uno bravo che la sa lunga, ha visionato spesso il Genoa, e, evidentemente, è riuscito a trovare “l’antidoto" giusto.

Non a caso a domanda ha risposto convinto…..”certo che mi è servito aver visto il Genoa dalla tribuna anche di recente”……

Lo si è capito quasi subito che l’Empoli stava imbrigliandoci alla grande, impedendoci le solite devastanti ripartente e contenendo altrettanto bene le iniziative di un Milanetto ed un Juric apparsi (più il secondo per la verità) molto diversi da come eravamo abituati a goderceli, oggi invece davvero abbastanza opachi e senza tono.

Superiorità loro abbastanza netta sia nella loro fase difensiva che, e soprattutto, a centrocampo.

A questo aggiungiamoci il golletto che loro hanno trovato nell'unica occasione avuta, un rigore netto a nostro favore "dimenticato", come pure l'abbastanza  palese diversa intensità delle rispettive "motivazioni" (come noto è lo spirito che muove la materia) e la "quadra" è fatta.

Bello vedere la nostra squadra tesa a “tirare la volata” a Borriello che però, oramai, è il sorvegliato speciale di tutte le nostre partite: due o tre giocatori costantemente addosso e con maniere spesso “brusche”.

Temo anche che i gol, che prima gli venivano con facilità e naturalezza, ora, cercati in modo forse un po’ ossessivo, latitano.

Chissà forse sarebbe meglio non pensare troppo alla Classifica marcatori ed alla Nazionalee riprendere a giocare come prima, come se niente fosse.

Non è da escludere che, così facendo, il ragazzo, con gli straordinari mezzi fisici e tecnici di cui dispone, possa ritrovare, anche da subito, la via della rete.

Anche con l’Empoli, per la verità, c’è andato abbastanza vicino un paio di volte, ma vale solo se la butti dentro e qui, indubbiamente, oggi è stata migliore la squadra toscana.

Una giornata decisamente NO, capita, forse anche, speriamo di no, segnale del subento di un minimo stato di stanchezza (anticipato da Leon in occasione della sua premiazione a cura del Genoa Club  CARIGE...."abbiamo le gambe un po' stanche".....).

Magari l’Empoli già domenica prossima sconterà il forsennato pressing altissimo attuato contro di noi (per loro se non era l’ultima spiaggia poco ci mancava) certo è che come si provava ad attaccare loro si difendevano in otto o nove e riuscivano chiudere tutti i varchi.

Gasperini si è reso conto ben presto delle trappole messe in atto dall’esperto collega e già a 19’ p.t. ha sostituito Leon (alcuni errori di troppo oggi) con il solito acclamatissimo Lucho che, però, non ha trovato il modo di lasciare il segno, salvo alcuni dei soliti grandi appoggi dei suoi.

Purtroppo non è bastato provare a “sparigliare” ed il fuoco di paglia d’inizio ripresa ha lasciato sperare per un attimo che la partita potese cambiare, ma evidentemente non era giornata e d’altronde è impossibile segnare se non si creano un certo numero d'occasioni ed oggi non se ne sono create affatto.

Solo in due occasioni loro si sono salvati davvero per il rotto della cuffia.

Troppo poco per sperare di ribaltare la situazione, anche se l’impegno e la rabbia agonistica non sono venute mai meno.

Troppe feste e forse, come detto, un po’ di stanchezza latente od anche un certo senso d’appagamento dopo tanti complimenti per quanto d’importante è già stato portato a casa.

Magari non si può escludere neppure un minimo d’inopportuna sottovalutazione dell’avversario ed ecco che dall’insieme di tutte queste concause il Genoa ha incassato un’inopinata sconfitta con l’ultima della classe.

E’ stata la giornata della donazione del sangue (pare più di trecento sacche per l’AVIS), dei children, anche empolesi, insomma tante belle cose ed un’atmosfera molto O.K, è mancato solo il risultato.

Pazienza, ora guai a chi s’arrende perché alla trasferta sportivo- gastronomica di Parma non può e non deve mancare nessuno.

Alè!

Giancarlo Rabacchi



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