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Genoa CricketL'orgoglio dei forti
13/07/2009

 

 

Genoa Cricket  204  batte  Castellér Cricket Club Paese  169

 

 

Un lungo viaggio ci porta nelle contrade ridenti del Trevigiano. Arriviamo giusto in tempo, già passate le 11, nell’impianto comunale di Porcellengo. Troviamo un campo di calcio adattato al cricket, con un delizioso tappeto d’erba compatto che invita ai tuffi, accanto ad un campo gemello, che viene utilizzato dalla “Primavera” del Treviso. Non grandissimo, ma un terreno, per noi, invidiabile.

 

La squadra che simpaticamente ci ospita ha la propria sede presso la Scuola Media “C. Casteller”, del comune di Paese. Tramite una visita al sito potrete prendere nota dell’intensa attività di cricket che vi si è installata. Il significato di questo fenomeno è evidente: il mondo del cricket va ampliandosi in Italia e anche molti che oggi lo ignorano avranno in futuro da prenderlo in considerazione.

 

 


Alle 12 il sole arde. Noi abbiamo vinto il sorteggio e cominciamo alla battuta.

 

Presto subiamo eliminazioni. Dopo appena 8 serie di lanci, già 4 dei nostri giocatori alle mazze si trovano esclusi dal gioco!

 

E’ evidente subito che questa gara non apparterrà al novero di quelle vinte con facilità, ma nella sua difficoltà metterà alla prova, come altre volte è successo, i nostri valori tecnici e morali.

 

Il punteggio che riusciamo ad accumulare non è scarso, ma soffriamo il pericolo eliminazioni.

 

Alla fine del 18° over gli eliminati sono 6 e i punti (runs) 96; è entrato in campo con la mazza il diciassettenne Madupa. Questo ragazzo resterà in campo fino all’ultimo, quando la sua eliminazione per una presa porrà fine al tempo (inning) durante il 36° over.

 

A metà tempo, cioè dopo 20 serie di lanci, abbiamo 109 punti ma ben 7 eliminati.

 

L’ottava eliminazione arriva al 25° over.

 

E dire che due errori di prese al volo, non molto difficili, dei nostri avversari, ci sono venuti in aiuto – d’altra parte neanche a loro poteva andare sempre bene.

 

Una discussione è sorta quando un avversario ha fatto una presa alta in salto ma è ricaduto fuori confine e prima di ritoccare terra ha respinto la palla in campo, all’indietro (almeno così mi sembra essere successo). Presa completata? Eliminazione del nostro battitore oppure 6 punti per noi? Mi sembra correttamente, l’arbitro non ha concesso né l’uno né l’altro. Ai neofiti va ricordato che, esattamente come nel gioco del rugby e a differenza del calcio, la palla si considera uscita se tocca terra fuori dal campo oppure viene toccata da un giocatore che tocca terra fuori dal campo.

 

A partire dal 21° over, comincia la reazione che sorge dalla solidità morale della nostra partnership (cose dicono gli amici inglesi). Niranga, il nostro capitano, tranquillizzava: “vinciamo anche oggi”.

 

Accanto a Madupa si succedono Chamal (detto Kalu) e Angelo. Formano un blocco che i locali non riescono più a smembrare facilmente; non solo, ma i punti cominciano ad arrivare copiosi.

 

Un’altra novità la osservo al 31° over: Fernando Angelo è stato colpito dalla palla ad una gamba e per difficoltà di corsa ricorre all’ausilio di un cursore (runner): Carith. Io non avevo mai visto tre battitori in gioco contemporaneamente. Per ulteriori spiegazioni, ci rivediamo ...

 

La situazione ricorda alla lontana il capolavoro compiuto a Venezia: un gruppo misero di superstiti eleva il punteggio ad oltre 200 punti, un picco a cui Casteller non potrà arrivare.  (Madupa da solo ha fatto 58 punti!).

 

Nell’intervallo siamo convinti, con questo finale, d’aver vinto la partita.

 

All’inizio del secondo tempo, con noi al lancio, assistiamo ad una performance di Pethum che nel 4° over elimina 3 battitori avversari!

 

Eliminato anche il 4° alla settima serie, comincia la pressione implacabile sugli avversari, a cui va l’onore di rispondere a tratti benissimo e di realizzare anch’essi una buona serie di fuoricampo. Resistono in campo molto bene fin quasi alla fine: subiscono l’ultima eliminazione soltanto nel 39° over. Noi a partire dal 20° over ci troviamo a marciare con una trentina di punti di vantaggio, poiché i lanci in particolare di Niranga e Pethum concedevano poco, e ad onore del Casteller questo distacco rimane immutato fino alla fine.

Infatti i battitori "veneti" erano abili a cavarsela contro i nostri lanci ad effetto.

 

Terminata la gara tutti i giocatori si salutano con una stretta di mano. Ci viene augurata buona ventura per le fasi finali che ci aspettano e a questi auguri si associa anche il dirigente del Venezia, che è venuto alla partita ed ha donato a ciascuni di noi un piccolo collare portachiavi.

 

Rientriamo contenti a Genova a notte tarda, e questa è la causa del ritardo del vostro

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

 



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