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dalla redazioneGrande Mimmo
12/08/2009

E' giusto e doveroso, oltre che estremamente piacevole, porre l’accento sull'esordio del nostro Mimmo Criscito nella nazionale maggiore.

Un ragazzo arrivato a Genova giovanissimo dove ha insieme frequentato le scuole ed ha studiato per diventare un calciatore professionista.

Credo si possa affermare che si è trattato di un allievo coscienzioso ed intelligente che ha dato grandi soddisfazioni alla sua famiglia ed ai suoi insegnanti uno dei quali, il buon Gasp, poi incontrato in quel di Torino, ha quindi ritrovato qui, diciamo così, all'Università del calcio. 

 

 


Sono certo faccia piacere a tutti i genoani, ma se posso, per una volta, mettermi in prima fila, è grande davvero la soddisfazione che provo per questo importante traguardo raggiunto dal nostro giocatore.

Spesso noi genoani si ha un debole per questo o quel giocatore.

A volte come, per alcuni, penso ad esempio a Lucho Fiqueroa, il grande affetto può anche portare ad accese  discussioni, a quasi liti tra "consanguinei".

Ora il delantero argentino, complici alcuni infortuni, dovrebbe avere una nuova chance, auguriamoli tutti possa e riesca a sfruttarla al meglio.

Io non sono tra quelli che hanno un po' "perso la testa" per Lucho, ma neppure scaglio la prima pietra anche perchè, lo ammetto, e non da oggi, stravedo, invece, per Mimmo.

L'ho capito dalla malinconia e dal rammarico che mi ha preso quando è stato venduto alla Juve e da come cercavo, invano, qualcuno che me lo ricordasse nei nuovi giocatori arrivati la stagione successiva .

Per fortuna la storia di Mimmo con il Genoa si era solo interrotta e potete immaginare la gioia e la soddisfazione, le stesse provate per Diego, che ho vissuto quando subito il gennaio successivo il Prez è riuscito a riportarlo a Genova.

Ho spesso patito non poco per le subitanee critiche, a volte precipitose ed approssimative, di alcuni secondo i quali il ragazzo pativa il "salto di categoria" e non, magari, per l'inopinato "sballottamento" tra Genova e Torino.

Lui per primo, anche e forse soprattutto perchè legato al Genoa che lo aveva cresciuto, non si sentiva ancora pronto per una "major" come la Juve ed avrebbe preferito vivere la sua prima serie A con la maglia rossoblù.

Ranieri, invece, cocciuto, prima l'aveva voluto a tutti i costi e poi lo ha scaricato (...si vede che a Genova si sente a casa sua, quando si sentirà allo stesso modo a Torino potrà tornare...).

Campa cavallo...

Forse per i "sapientoni" bianconeri il suo fisico non proprio eccezionale costituiva un handicap quasi insuperabile.

In pochi, almeno in allora, guardavano alle doti istintive del ragazzo, uno nato per giocare al calcio e, probabilmente, per nostra fortuna lo hanno bocciato, sicuramente un po' troppo affrettatamente.

Ci ha pensato poi Gasperini a cambiargli ruolo spostandolo più in avanti esaltando e sfruttando la grande abilità manovriera del ragazzo che, fateci caso, difficilmente sbaglia o spreca un pallone.

In aggiunta ha mantenuto il suo anticipo e le sue doti istintive di difensore per cui è in grado, oltre che di "attaccare", anche di dare una grande mano in difesa, insomma un giocatore moderno e completo.

Bravo e coraggioso il Prez che a fine giugno non ha esitato a riscattarne la metà, accollandosi un esborso davvero importante, ma l'investimento fatto ora gli sta fruttando alla grande.

Infatti, dopo le batoste nella Confederation Cup, anche il CT della nazionale maggiore Lippi pare sia reso conto che un giocatore con quelle qualità potrebbe essere utile per dare nuova linfa, rinnovare e ringiovanire la rosa della nazionale maggiore, lo ha chiamato e lo mette subito alla prova.

Alè Mimmo dacci dentro alla grande, siamo tutti con Te!

Giancarlo Rabacchi 

PS. Genoadomani è in grado di pubblicare in esclusiva una foto di Mimmo Criscito a circa 16 anni quando frequentava la seconda classe delle superiori con al suo fianco, la biondina con la frangia, una gloria del calcio femminile genovese Elisabetta Parodi, coetanea di Criscito, nata a Serra Riccò dove ha iniziato a giocare a calcio.

La "Betta" ha al suo attivo diversi campionati in A con la Sampierdarenese, che, attenzione, non ha niente da spartire con la "ciclistica".
 
La ragazza è, infatti, genoana di famiglia e di fede, ed ora da due anni è titolare in serie A con la squadra del Torino Calcio femminile.
 
Due carriere davvero parallele perché la "Betta", anche lei difensore e fluidificante, ha gia giocato in nazionale e non è escluso che ci torni, anche se gli impegni professionali non sempre gli consentono di dedicarsi al calcio a tempo pieno.
 
Un bel ricordo, immagino per entrambi, e per noi l'occasione per celebrare due giovani figure di sportivi per i quali possiamo davvero andare fieri, anche e soprattutto da genoani.
 
Alè Betta, alè Mimmo! 


 



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"Grande Mimmo" | 4 commenti
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Stai visualizzando i commenti del giorno 13/08/2009


non ricordo e, comunque, chi lascia il Genoa addio
di RABAX il 13/08/2009 19.35

Se proprio dovessi fare un eccezione, forse Milito.

In effetti non ricordo nemmeno più chi era il "sapientone", quello che secondo lui Criscito pativa un po' il salto di categoria.

Sai con gli anni che avanzano...

Eugenio, per caso, ti viene mica in mente qualcuno?

 



a Rabax
di marioepifani il 13/08/2009 15.13

 

Nel giorno del tuo compleanno hai voluto farci questo "scoop"!

Grazie da "Genoa domani"

 



[Nessun Soggetto]
di eugenio il 13/08/2009 14.12

Rabax ma il tuo giocatore ideale, simbolo, non era tal Paci disperso nelle nebbie parmensi?

Ciao a tutti.



La "crescita" di Criscito
di Franci il 13/08/2009 10.30

se dico che non sono tra i fans "comunque e ovunque" di Gasperini non dico alcunchè di nuovo ma il caso di Criscito è il classico esempio e dimostrazione di quanto possa essere importante l'operato di un allenatore. Nella crescita e nella maturazione del ragazzo c' è tanto, tanto, del mister. E non solo per quel cambio di ruolo, quella intuizione, di spostare un poco avanti il suo raggio d'azione, che ha avuto il famoso effetto due piccioni con una fava. Da un lato, la possibilità di impiegare al meglio la propensione del ragazzo a "giocare", sfruttandone le indubbie qualità tecniche, dall'altro di non relegare Bocchetti all'immeritato ruolo di panchinaro. Operazione che, par di capire, si sta pensando di realizzare anche con Papastathopoulos, un altro che, a non vederlo in campo, piange il cuore. Per il cui parziale impiego si può trovare consolazione solo nella riflessione che tale situazione è indice della qualità della rosa della squadra. 

Ma torniamo a Criscito. Dati i giusti meriti all'allenatore, se ieri sera ha esordito nella Nazionale maggiore io credo che dovrebbe per una volta mettere da parte l'usuale modestia - che tanto gli fa onore - e dedicare la soddisfazione soprattutto a sè stesso. Per la tenacia e la volontà, la forza e l'orgoglio che ha saputo tirare fuori nel momento più opportuno, nel momento decisivo della sua carriera: l'esperienza in bianconero stava per bruciarlo, relegarlo nel limbo delle incompiute, di quei calciatori di grandi possibilità che per un momento o un evento poco fortunato vedono ridimensionate le proprie ambizioni. Ha perso il primo treno per la gloria, Mimmo, ma non si è scoraggiato: ha controllato il tabellone degli orari ed ha visto che ne passava un'altro, a notte fonda ma in tempo comunque per arrivare puntuale all'appuntamento. Anzichè mettersi ad imprecare per il treno perso, si è rallegrato per l'ulteriore possibilità e si è messo in sala d'attesa, anche se c'era parecchio da aspettare.

E mentre aspettava, ha visto arrivare un altro ragazzo, pieno di speranze e aspettative come lui: in quella sala d'attesa, han fatto amicizia e Mimmo gli ha spiegato il modo di non  perdere il treno. Hanno fatto il biglietto per la destinazione più lontana: Sudafrica...

Buon viaggio a tutti e due.





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