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il Grifone in campoSTOP, a Verona vince il Chievo
21/09/2009

Chievo      3     (Marcolini, r. 5’; Bogdani, 7’ pt; Pelissier, 31’ st)

Genoa           ( Floccari, r. 20’ st)

 

Il peso dell’Europa comincia a farsi sentire, le assenze eccellenti pesano, l’arbitro non aiuta (c’erano da compensare i “vantaggi” avuti con il Napoli) e, non ultimo, quella di Di Carlo è una signora squadra.

 

 


Gasperini osa, forse, un po’ troppo e lascia a casa Moretti, Zapater e Figueroa oltre allo squalificato Criscito e agli infortunati Juric e Jankovic e fa sedere in panca sia Rossi che Sculli.

Totale, in campo c'è una squadra inedita, con Bocchetti dietro, Tomovic e Fatic esterni di centrocampo e Palacio con Floccari e Mesto nel tridente offensivo.

Il Mister li vede costantemente in allenamento e conosce meglio di tutti le loro condizioni, ma ad esempio Sculli e Rossi hanno giocato un tempo solo, insieme, forse, sarebbe stato meglio alternarli.

Per contro nel Chievo c'è Pellissier, con Granoche in panca.

Dopo 7 minuti i veronesi sono già in vantaggio di due gol, un passivo che ci manda completamente in tilt, per cui si assiste ad un primo tempo confuso e inconcludente.

Il Chiedo parte, infatti, a muso duro e passa in vantaggio dopo 5' grazie ad un rigore,  concesso con abbastanza sospetta benevolenza (leggi Napoli) trasformato da Marcolini (fallo di Biava, per fortuna non anche espulso, ma poi ammonito per proteste, su Bogdani).

La squadra di Di Carlo trova dopo altri 2' il colpo del quasi k.o., con Bogdani che appoggia in rete un assist invitante di Luciano, tutto solo sul secondo palo.

Seguo poco le TV, difficilmente quando si perde, quindi non ho idea di cosa abbiano detto le moviole, ma un sospetto di fuori gioco, come per il terzo decisivo gol l’avrei avuto, e Sokratis che cade a terra e non allontana il pallone sul secondo gol è stato, forse, trattenuto da un avversario, ma sono di parte ed allora meglio lasciar perdere.

Per la cronaca il cross rasoterra del brasiliano passa anche davanti a Bocchetti e Sokratis, che però stanno a guardare e non liberano l'area.

A quel punto il Chievo può agire di rimessa che, pare, sia anche la sua tattica preferita, ed infatti si fatica, anzi non ci si riesce proprio a renderci pericolosi ed ha mettere a segno quel gol prima dell’intervallo che, probabilmente, avrebbe cambiato la partita.

Palacio, ancorché non troppo impegnato nei ripiegamenti, non pare troppo ispirato e non incide, Floccari non è ancora al meglio e non riesce mai a rendersi veramente pericoloso e lo stesso Mesto, dopo i fuochi d’artificio messi in mostra con il Napoli, pare rientrato nei ranghi.

Viene anche il dubbio d’essere una squadra da notturna perchè, sarà un caso, ma, quasi sempre, sotto i riflettori il Genoa è molto più brillante.

La ripresa riparte da Sculli e Rossi, nuove ali di un Genoa che con Fatic e Tomovic non aveva trovato la giusta spinta.

La gara riacquista equilibrio e si comincia a sperare nel miracolo.

Al 10’ entra anche Palladino ed il suo recupero, alla fine, risulterà l’unica nota positiva della giornata.

Arriva anche il gol arriva, grazie ad un regalo di Yepes (ingenuo fallo di mano) e per merito di Floccari che, di destro, infila un rigore alle spalle di Sorrentino al 20'.

Prima del 2-1 era successo davvero poco: un quasi-gol del Chievo (ma poi Rocchi decide che su Amelia era stato commesso un fallo), un tiretto senza pretese di Sculli e nessun altro brivido dalle parti dei portieri.

Dopo il gol invece il Genoa intravede la possibilità di arrivare al pareggio e per circa 10’ minuti mette paura al Chiedo che soffre abbastanza, ma al 31' trova il tris: lungo lancio di Pinzi, Granoche fa da sponda in area per Pellissier, che di testa supera Amelia.

La gara finisce qui, con il Chievo vicino al poker, con Amelia ottimo su Yepes, poi Sorrentino si oppone ad una punizione di Milanetto e l'ultima occasione è per Floccari, che al 47' torna nuovamente sul dischetto (fallo di Luciano su Sculli) ma si fa parare il rigore da Sorrentino.

Facile ora prevedere il "tormentone" turnover si, turnover no. 

Con il senno di poi facile immaginare non poche critiche, solo il Gasp, infatti, ha avuto il coraggio, sfortunato, di tentare.

Tutti gli altri (a parte forse la Juve con Amauri) hanno schierato la miglior formazione (molto belli i due gol di Milito, ma a strapazzarlo non rischierà la ricaduta nella pubalgia?).

Fosse andata bene saremmo tutti ad esaltare la duttilità del nostro Mister, così, dicevamo, non mancheranno le critiche (Moretti a dire il vero con lo Slavia era apparso abbastanza stanco, Zapater un po' meno, ma in questo campo difficile sapere meglio di loro, medici inclusi, sul come stanno veramente le cose).

Questo è il calcio, chi vince ha sempre ragione ed ora ci toccherà pure salutare le …“capoliste”.

Onore al merito, ma auguriamoci di poterne riparlare presto.

Giancarlo Rabacchi



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