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il Grifone in campoInter padrona
18/10/2009

 

 

Genoa C.F.B.                            0   

 

Internazionale F.C.                 5

(6’ I t. autorete Modesto; 31’ Balotelli; 49’ Stankovic; 21’ II t. Vieira; 26’ Macon)

 

 

Una serie di episodi fortunati e un tappeto di rose disposto dall’arbitro Morganti: così l’Inter ha disorientato il Genoa e volto a proprio favore il destino della gara. Poi, nella continuazione della partita, un dominio assoluto da parte degli ospiti in maglia bianca: in difesa, in attacco, a metà campo, individualmente, tatticamente.

 

 


Il principale degli episodi sfortunati è stato l’autorete di Modesto, su tiro parabile di Cambiasso: è avvenuto dopo 5 minuti di attacchi del Genoa, nella prima volta che l’Inter è andata avanti.

 

L’arbitro Morganti non ha dato una sensazione di equità: tutte le decisioni importanti le ha prese in favore dell’Inter. Un atterramento di Palladino al 2’ al limite dell’area; un più che possibile rigore su Floccari, sempre sullo 0-0; la mancata giusta espulsione iniziale di Balotelli; il possibile fallo su Zapater nell’azione del 2° gol; il gol di Milanetto annullato; l’espulsione di Scarpi in diverbio con Maicon alla fine del primo tempo; sempre contro! Non credo che siano state tutte decisioni giuste.

 

Inoltre gli ho visto anche errori secondari. Un cattivo arbitraggio.

 

L’Inter aveva impostato la partita sulla difensiva. Il tema tattico della gara è stato subito evidente: il Genoa cercava di sviluppare il proprio solito gioco aggressivo ma non trovava spazi; al contrattacchi dell’Inter gli spazi si aprivano immensi. Tenendo il solo Balotelli fisso in avanti, l’Inter si giovava di inserimenti veloci che passavano facilmente attraverso le maglie dei difensori del Genoa, i quali avevano difficoltà nel trovare la posizione giusta.

 

Così ogni attacco dell’Inter era pericolosissimo; ma, cosa più grave, nessuno di quelli del Genoa lo era. In tutta la partita l’attacco del Genoa non ha creato una sola palla-gol; due tiri in tutto sono stati due facili parate di Julio Cesar: nel secondo tempo, la prima su tiro da lontano quasi dimostrativo di Palacio appena entrato, la seconda a 10’ dalla fine su Palladino che dall’angolo ha tirato sul palo più vicino, in azione personale, e forse è stata la prima volta che un genoano si è liberato nell’area di rigore avversaria palla al piede – ripeterà l’azione ma lo bloccherano in calcio d’angolo.

 

La potenza della difesa dell’Inter ha fatto una grande impressione.

 

In sostanza, il noto, ammirato meccanismo di giuoco del Genoa ieri si è del tutto inceppato.

 

Le considerazioni sboccano così sul gioco di centro campo, dove l’Inter, passata l’offensiva iniziale del Genoa, è avanzata e si è imposta. Che fine giocatore Snejder! Contro di lui, Cambiasso e gli altri campioni che è superfluo enumerare la nostra coppia Milanetto-Zapater è andata in minoranza, spesso anche numerica. L’Inter ha continuato a disporsi tranquillamente sulla difensiva e il resto è venuto quasi per inerzia, senza neppure volontà di fare una vendemmia, con completa padronanza del gioco.

 

A Gasperini il compito di riassodare la funzionalità della squadra; ma teniamo presente che si è trattato di una partita ben strana, che, così, vivamente, ci auguriamo, non lascerà grave segno e che probabilmente non fa testo nel nostro cammino.  

 

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

 



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