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il Grifone in campoBuon punto a S.Siro. Il Genoa ferma la capolista (contro di noi in 11)
08/03/2010

Inter        0  

Genoa     0

Arbitro: Banti di Livorno

Ammoniti: Samuel (I) Balotelli (I)

 

I rossoblù, ordinati in difesa, concedono molto poco. Amelia dorme sogni abbastanza tranquilli, chiamato in causa solo da un tiro da lontano di Stankovic. Bocchetti mette la museruola a Milito. Rossi e Criscito sono abili a rientrare e a coprire. In panchina Palladino, Kharja, Juric, Jankovic  e cioè quella che, sino a ieri era più di mezza infermeria.

 


Il calcio a volte è strano, ma sino ad un certo punto, ed ecco che una delle difese sinora più colabrodo del campionato blocca l’Inter piena di stelle e zeppa d’attaccanti.

Ecco una prima verità: zero segnature da parte di una squadra molto sbilanciata in attacco con Milito, Balotelli e Pandev.

Tante punte non significano automaticamente tanti gol: lo avevano già capito anche Leonardo e il Milan la sera prima all'Olimpico.

Merito anche di un Genoa che si è difeso bene ed ha cancellando l'onta dello 0-5 interno subito all'andata, a S. Siro la squadra gioca una intelligente gara tattica, anche se, nell'ultimo quarto d'ora, forse, arretra un po’ troppo.

I Grifoni non giocano il solito calcio, ma il pareggio di San Siro è meglio del 5-0 dell'andata, anche se Gasperini non rinuncia al solito 3-4-3, out Acqufresca, c'è Suazo al centro del tridente con Sculli e Mesto larghi, ma più attenti a difendere che ad offendere.

Il Genoa, infatti, appare più coperto di quanto non dicano i numeri,  squadra corta ed attenta, con ripartenze affidate solo a lanci per Suazo, ma nonostante ciò il Grifone tiene il pallino del gioco più degli avversari anche se, raramente, riesce a completare l'ultimo passaggio.

I nostri non concedono nulla alla capolista e, come detto, provano anche a farsi vedere con i tagli degli esterni, in particolare di Mesto che, al 16', impegna Julio Cesar con un potente destro dalla distanza.

L’occasione più pericolosa, direi, l’abbiamo avuta quando ci prova Papastathopoulos con un destro che finisce di poco alto dando l’impressione che, difficilmente, il portiere nerazzurro ci sarebbe potuto arrivare se solo il pallone fosse sceso un "pelino" di più.

I cambi, dentro Eto'o, Cordoba e Quaresma nell'Inter, Jankovic, Palacio e Palladino per il Genoa, cambiano un po’ la parziale inerzia della gara.

I nerazzurri ci provano nell'ultimo quarto d'ora, quando Zanetti torna a centrocampo, Quaresma dà soluzioni a sinistra, Maicon in inizia a salire con continuità e l’Inter tutta aumenta l'intensità del gioco ed, in effetti, il Genoa un po’ soffre.

Al 36' Eto'o con un bel sinistro impegna Amelia, ci provano ancora Sneijder ed Eto'o, è quasi un assedio, ma il Genoa tiene bene ed alla fine porta a casa un buon punto senza eccessive ansie.

La nostra squadra attraversa davvero un buon momento, peccato per il “suicidio”, come lo definisce Gasperini, con il Bologna (squadra questa che, comunque, non scherza e mette sotto anche l’allenatore “esperto”, quello piagnucoloso ed anche abbastanza di corta memoria, visto che talvolta dimentica e/o rimuove tutti gli episodi a suo favore…

“Basta errori!” aveva tuonato il Prez domenica scorsa ed a S.Siro grande concentrazione da parte di tutti, poche (finalmente) le palle perse “sciaguratamente”, quelle che il più delle volte finiscono per farti male.

Certo, anche se immagino che più d’uno si arrabbierà, quella che avevamo di fronte non è parsa una squadra in grandissimo spolvero (a differenza, ad esempio, di quando ci sono toccate Inter andata, Roma, Milan e Bologna), ma credo che nel sottotono interista c’entri, non poco, anche l’intelligente partita del Genoa.

L’unica sbavatura, forse, c’è stata con Jankovic che ha bruciato un cambio al Mister per aver voluto restare in campo (in effetti, poi, per pochissimo) nonostante una probabile ricaduta (auguriamoci non grave).

Ed infatti un po’ per questo, con una squadra meno equilibrata, e per l’inevitabile pressing finale dell’Inter, nell’ultimo quarto d’ora si è, come detto,  sofferto uno “stintinino” in più, ma niente di tragico ed alla fine abbiamo portato a casa un buon risultato che, dopo la batosta della domenica precedente, fa tanto morale ed anche classifica.

Poche note per dire degli aspetti più positivi.

Eccellente la personalità dimostrata da tutta la squadra che ha affrontato senza alcuna soggezione un avversario di grandissimo rango, anzi in certi momenti ha dominato in lungo ed in largo mettendo l’Intero l’Inter alle corde, tanto da far sperare in un possibile vantaggio se non addirittura nel “colpaccio” (posso? Alla faccia di chi, come il sottoscritto, prima non era troppo ottimista. Confesso la “marachella!).

La difesa è stata impeccabile e quello che è piaciuto tantissimo è stato vedere come i nostri difensori, interpretando alla perfezione la filosofia di gioco del loro Mister, anticipavano gli avversari ed uscivano sistematicamente palla al piede per un rilancio ragionato dell’azione offensiva, mai le classiche palle in tribuna, nonostante la pressione avversaria o gli inutili e velleitari lanci lunghi alla "viva il parroco".

In questo contesto ha brillato particolarmente un Sasà Bocchetti in grande evidenza, bravo davvero, in più d’una occasione straordinario.

Il ragazzo napoletano dimostra così, oltre al suo ritrovato grande valore, una notevolissima professionalità.

Un po’ in disparte negli ultimi tempi, richiamato con l’Inter in formazione dall’inizio a seguito dell’infortunio di Dainelli, si è fatto ritrovare pronto, anzi “prontissimo.

Ha tamponato come meglio non si poteva il grande Milito, e non solo lui, ed ora vedo Gasperini abbastanza in “difficoltà” perché sarà dura lasciare in panca un giocatore così.

Chissà che poi non succeda come lo scorso anno quando Sasà, subentrato a Criscito, spostato in avanti, non è più uscito di squadra, anzi è finito in nazionale.

Detto di Jankovic, bene, invece, Palladino, non ancora sui suoi livelli, ma almeno è parso a posto fisicamente, abbastanza sicuro, dovrebbe, finalmente, lasciarsi alle spalle questo periodo sfortunato.

L’ottimismo del Mister di qualche settimana fa non era del tutto illegittimo, infatti, nonostante alcuni imprevisti che, magari, non ci sarebbero voluti (infortunio Acqufresca, karakiri con il Bologna) la squadra è in discreta ripresa ed appare in grado di recitare un eccellente copione in questo finale di stagione.

Speremmu.

Alè!

Giancarlo Rabacchi



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