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il Grifone in campoPareggio all'ultimo istante
25/03/2010

Genoa       2   st 29’ Bocchetti, 52’ Kharja (rigore)

Palermo    2   pt 34’ Hernandez; st 33’ Pastore

Arbitro: Valeri di Roma

Recupero: 1’ e 4’ Angoli: 10 a 3 per il Genoa. Ammoniti: Milanetto, Kjaer, Bocchetti, Cavani, Balzaretti, Sirigu per gioco scorretto; Pastore per comportamento non regolamentare; Espulsi: 43’ st, Kjaer per doppia ammonizione.
Spettatori: 26.000

 

Risultato meritato, ma un’altra prova sconcertante, confermata la fragilità difensiva ed insieme il gran carattere ed il cuore di una squadra che segna tanto, ma subisce, francamente, troppo.

 

 


Marassi è, oramai, off limits per i deboli di cuore, ogni partita offre emozioni, gol e colpi di scena a go go.

Beato chi si diverte, ma c’è anche chi un po’ comincia a stufarsi ed a chiedersi perché una difesa formata tutta di nomi eccellenti sia tanto colabrodo da lottare per la maglia nera dell’intera categoria.

Tra il pubblico, almeno quello che oserei definire abbastanza “radical chic” dei distinti bassi, lato centro sud, ieri sera, ovviamente prima del nostro gol del pareggio, anche qualche sonora protesta.

Per lo più fastidiosi isolati eccessi fuori luogo, ma, forse anche, non ha tutti i torti chi, magari ironicamente, ma non troppo, ci spiegava d’aver individuato la tattica adottata dai rosanero siciliani “buttare la palla avanti in attesa dell’errore degli avversari”.

Il concetto è stato esposto tante volte, abbastanza ossessivamente, che ha quasi finito per irritare, ma dopo a mente fredda, rivedendo i tanti episodi della partita, qualche dubbio ti sfiora: avrà “mica” avuto ragione quel tipo?

Chiaro che era e non poteva essere altro che un paradosso, ma quante leggerezze ed errori difensivi continuano a costellare le nostre partite di questa stagione già sfortunata di per se, anche qui per i tanti, troppi infortuni.

Chi sa di calcio dice che undici campioni non fanno una squadra.

Volando un po’ più basso affermiamo che da noi, presi uno per uno, in difesa abbiamo tanti, tutti, direi, giocatori eccellenti, ma, probabilmente, manca qualcosa e soprattutto, stentano a fare reparto,

Per alcuni manca l’uomo guida, quello che strilla, stimola e guida gli altri, un leader che organizzi e trascini i compagni.

L’irritazione e la rabbia di Gasperini, oramai una costante di molte partite, anche se poi dopo attenua giustamente i toni (ma mi piacerebbe anche sentirlo nel segreto dello spogliatoio)  attestano il suo sconcerto e, temo, la sua impotenza.

L’arrivo di Dainelli, a parte lo sfortunato, e qui direi proprio occasionale episodio dell’errore con il Bologna, sembrava aver rimesso abbastanza le cose a posto, ma poi il ragazzo si è “rotto” (o forse lo era gia?)  e siamo ricaduti nel caos di prima.

Così come si sente anche la mancanza di Acqufresca con spostamento di Sculli che, inutile negarlo, ci vede indeboliti sulle fasce dove prima, spesso, costruivamo molte delle nostre vittorie.

Palladino, non ancora al massimo, ed il sempre più bravo Palacio non si risparmiano, ma non hanno certo l’attitudine e la vitalità di Sculli a svolgere con grande profitto il doppio ruolo.

Non a caso ieri sulle fasce ha spadroneggiato il Palermo, specie con Cassani e non ha caso, probabilmente il Genoa ha trovato il bandolo della matassa, come si dirà più oltre, quando Sculli (centravanti per una notte) è stato riportato nella sua posizione.

Immagino non faccia piacere rigirare troppo il dito nella piaga, ma, tornando ai nostri solari problemi difensivi, credo che una banalità sintetizzi bene lo “stato dell’arte”: sbagliare è umano, perseverare, meno”.

Troppe leggerezze, dai, a cominciare dal numero uno (“ragazzo viziato”… “non mi ci riconosco in quella definizione di Zamparini”…ma?).

Detto molto francamente si gradirebbero meno esultanza teatrale dopo ogni nostro gol e più concentrazione durante la partita.

Lo stesso Bocchetti, autore pure di un’altra partita maiuscola, che ha pure festeggiato il suo primo meritato gol in serie A dopo esserci andato vicino più volte, la sua “belinata” per partita non se la fa mai mancare.

Basta farsi male da soli e passiamo invece alla parte del bicchiere mezzo pieno.

La capacità di manovra e, soprattutto, l’indomito carattere di questa squadra sono davvero apprezzabili e fuori del comune.

Lo si è visto dalla reazione di carattere con cui tutti, trascinati da un Palladino, sino a quel momento abbastanza evanescente, hanno saputo reagire alla mazzata del secondo gol subito quando la squadra, raggiunto il pareggio, pareva lanciata verso un possibile successo.

Sono stati qui, tutti, davvero bravi ed encomiabili, hanno anche giocato con criterio mettendo alle corde un avversario oramai convinto d’avercela fatta.

Gasperini ci ha messo del suo con alcuni spostamenti chiave, Sculli sulla fascia, Paladino più accentrato e Delio Rossi non è stato in grado di parare il colpo (entra quasi alla fine Blasi, ma probabilmente un po’ tardi).

Miracoli del loro portiere, salvataggi in extremis, moine e perdite di tempo molto eccessive con conseguente sacrosanto allungamento del recupero sino a sette minuti e proprio all’ultimo istante, con gli avversari ridotti in nove per l’espulsione del loro miglior difensore Kjaer  e l’infortunio (questa volta non simulato, dell’eccellente Balzaretti), il Genoa dicevo trova modo di mettere Criscito solo davanti al portiere, il mancino rossoblù lo salta elegantemente ed all’altro non rimane che metterlo giù: rigore ineccepibile ed ammonizione del rosanero.

Kharja, buon rientro davvero il suo, completa con freddezza la “beffa” per i siciliani che senza eccessivo merito (comunque squadra solida e forte in tutti i reparti questo Palermo) e, come detto, grazie soprattutto ai nostri karakiri, oramai pregustavano portarsi a casa tre punti importanti in chiave “Champion”.

Mai fidarsi troppo del Genoa, cari amici siciliani.

Ale!  

Giancarlo Rabacchi



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