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il Grifone in campoPrima sconfitta di Ballardini
22/11/2010

 

Genoa       0

Juventus   2  (pt. 18’ Marchisio; 23’ Krasic)

Ballardini primo K.O. sulla panchina rossoblù. Il 2-0 contro la Juve nasce nel primo tempo da un'autorete di Eduardo al 18' e da un gran gol dello stesso Krasic al 23'. Nella ripresa, invece, il Genoa, con gli innesti di Kharja e Destro, fa la partita, la Juve soffre, ma resiste e alla fine vince. Mettiamo in conto anche un pizzico di sfortuna.

 

 


La storia di questa partita è, infatti, tutta nel primo tempo dove si decide l’incontro.

La prima impressione è che non c’è gioco tra i rossoblù, mancano le idee e le poche iniziative paiono abbastanza asfittiche.

Toni è sempre più solo e appare come una sorta di Don Chiscotte contro i mulini a vento e, purtroppo, non è mai davvero pericoloso per gli avversari.

La Juve di Krasic, invece, c'e'.

Del Neri in extremis si decide a rischiare l’agilissimo serbo che, fra i probabili infortunati fino a ieri, è stato protagonista assoluto in campo, in attacco c'è la coppia di friulana memoria Quagliarella-Iaquinta (con Pepe squalificato ed anche per loro parecchi indisponibili in infermeria).

Ballardini, alla terza gara sulla panchina del Genoa, si ritrova Kharja " miracolato" dopo l'infortunio con la nazionale marocchina, ma all’inizio lo tiene in panca.

In campo manda, invece, Kaladze a dar man forte a Criscito sulla sinistra, là dove impazza la furia Krasic e riporta Rafinha a centro campo.

Veloso in avanti completa il reparto con Toni e Mesto.

Una svolta abbastanza importante della gara la si vive al 14’ quando Criscito tenta un anticipo dei suoi su Krasic, ma finisce per travolgerlo.

Non c’è cattiveria nell’intervento di Mimmo, fuori luogo appaiono certe abbastanza isteriche proteste juventini (Bonucci in particolare), ma si becca una giusta ammonizione che ne condizionerà non poco il rendimento (in tribuna, dicono, ci fossero tre osservatori tedeschi per lui…).

La Juve, messa meglio in campo, fa la partita ed al 18' spezza gli equilibri.

Marchisio batte a rete, Dainelli tocca senza riuscire a deviare lontano dallo specchio, il pallone carambola fra Eduardo e il palo finché l'ultimo tocco del portiere, patatrack, fa finire il pallone oltre la linea.

La reazione del Genoa, abbastanza blanda, non basta, anzi i bianconeri trovano il raddoppio, al 23' con Krasic che fa tutto da sé.

Penetrazione da destra, Criscito - condizionato dalla precedente ammonizione - lascia fare e lascia passare, il serbo non si perde in ringraziamenti, scavalca anche Veloso e batte a rete di destro.

Eduardo ancora tocca ma non devia, e il pallone finisce in rete.

Quarto gol per Krasic, giocatore davvero straordinario, certo che un gol del genere, tiro quasi dalla linea di fondo, lo potevamo prendere solo noi.

Sul 2-0 c’è un inizio di reazione d’orgoglio dei rossoblù che, pero, non sono fortunati.

Al 27' sfiora il gol con Criscito, fra i più attivi in avanti: il suo sinistro al volo si stampa sulla traversa e sul rimbalzo Toni spreca mandando alto a porta vuota (lui protesta e chiede il corner per la presunta deviazione di un avversario).

Al 32' urliamo tutti per il gol, ma il tocco di Toni è con la mano, e, dunque, gol annullato ed attaccante ammonito.

La Juve si rifà viva al 38', con il solito Krasic che mette Iaquinta in condizione di chiudere il match, ma l'attaccante sbaglia la deviazione.

Nell’intervallo Ballardini decide di cambiare una formazione che a non pochi era sembrata senza capo né coda.

Entrano Destro e Kharja al posto di Mesto e Ranocchia (chissà il Prez…) e la partita cambia.

La Juve ora soffre ed il Genoa dà l'impressione di poter dimezzare lo svantaggio da un momento all'altro, ma non è giornata, molti quasi gol, salvataggi bianconeri in extremis, errori di mira millimetrici.

La Juve si chiude, prova anche a fare un po’ di manfrina e alcuni cambi: Sorensen prende il posto di Motta, Sissoko quello di un Krasic affaticato.

Pare debba entrare anche Del Piero, ma poi Del Neri preferisce affidarsi ad un altro giocatore più difensivo e manda dentro Salihamidzic.

Il Genoa continua a lottare generosamente, ma anche la sorte continua a non aiutarlo, Kharja colpisce pure lui la traversa e si finisce con la prima sconfitta di Ballardini al cospetto di Del Neri contento, invece, per terzo posto in classifica della sua Juve.

Troppo presto per giudicare il nostro nuovo allenatore.

In giro comincia a far capolino una certa scontentezza, ma si deve dare tempo a Ballardini.

Meno male che le due precedenti sofferte vittorie hanno portato la squadra in una situazione di relativa tranquillità da sfruttare per lavorare sodo, ma con quel minimo d’indispensabile serenità.

Ci si augura anche che l’infermeria si svuoti presto e tornino a disposizione del tecnico ad esempio giocatori importanti come Palacio e Palladino per disporre anche di altre scelte e dare più sostegno a Toni che continua a faticare troppo per trovare la via del gol, nonostante l’evidente impegno che ci mette.

Perdere non è mai bello, con la Juve, se possibile, brucia anche di più, vorrà che sarà per la prossima volta.

Ale!

Giancarlo Rabacchi



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