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il Grifone in campoCoppa Italia: bis in idem
25/11/2010

 

 

Genoa-Vicenza 3-1                          

(17’ II t. Salifu; 42’ Toni, rigore; 2’ I t.suppl. Toni; 7’ I t.suppl. Destro)

 

 

 

Notte fredda; fredda anche la partita

 

 

 


Il Vicenza delude l’attesa di chi voleva rivedere quelle sue maglie a striscie bianco-rosse: i giocatori si presentano curiosamente in due diverse mises, chi in maniche corte veste l’inesorabile tenuta olo-bianca degli ospiti, altri nella parte inferiore delle maniche lunghe sfoderano il colore rosso; uno poi, il centravanti Salifù, agli avambracci porta il colore nero, ma senza malizia: è un negro.

 

L’arbitro Gervasoni dal canto suo, in completo nero come vecchia tradizione, porta con una certa signorilità il suo bavaglino giallo.

 

O tempora.

 

Si gioca. Il Genoa come annunciato è in formazione rimaneggiata ma non in modo smaccato. Dà l’impressione di essere differentemente simile alla “prima squadra”.

Voglio dire che non è la prima squadra eppure lo sembra. Il suo giuoco d’attacco è elaborato-evanescente, studiato-inconcludente, organico-sterile.

 

I nostri avversari hanno il pregio della semplicità e il vantaggio di spazi per i loro attacchi, in quanto a volte il nostro blocco mediana-difesa va a vuoto. Così nel primo tempo hanno qualche occasione per il tiro e mandano fuori due rasoterra. Un preciso puñetazo di Scarpi su corner e due sue ottime uscite lo fanno il più  impegnato dei portieri, l’altro ha solo guardato. Il tempo termina con un colpo di testa di Destro su cross di Moretti che tocca sopra la traversa, controllato dal portiere. Destro, molto tenuto da bravi avversari in coppia, per il resto non s’è visto e abbiamo notato errori di idee delle ali Rudolf e Jankovic. Qualche spettatore dei distinti (il biglietto costava come in gradinata) stima che giochi meglio il Vicenza; io opino che il peso dei giocatori del Genoa sia superiore e determinante.

 

Infatti nella ripresa il Genoa prende in mano la partita e la palla staziona a lungo nell’area vicentina. Ma ecco una improvvisa staffilata bassa del centravanti di colore si infila in un angolo della porta di Scarpi.

 

Si ripete la vicenda del turno precedente di questa coppa. Genoa attacca e gode del rinforzo di Milanetto, Palacio e Toni. Di occasioni ne ha molte e le fallisce per sistema. La nord incita. Un tiro secco di Rudolf batte sotto la traversa e rientra. Tomovic disegna incursioni sull’ala destra. Una brillante evoluzione di Veloso non trova sbocco da parte di Destro. Un rimbalzo dal palo viene mancato da Rudolf. I rilanci del portiere Frison durano molto più dei 6 secondi di regola, ma questa è una regola passata in dimenticanza. La fine si avvicina e con essa l’acerba eliminazione. Ma ancora una volta sovviene un benedetto rigore, ancora su Toni, spinto alle spalle, e ancora da Toni la realizzazione spietata.

 

E come già contro il Grosseto, nel tempo supplementare la superior levatura dei rossoblù si fa vittoriosa.

 

Ancora 120 minuti di gioco per soli euro 10 e per un rientro a casa sereno

 

 

 

Vittorio Riccadonna

 



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