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il Grifone in campoCancelli che si chiudono
14/05/2012

 

 

Genoa C.F.C.                                2

(7’ II t. Gilardino;  26’ Sculli)

 

U.S. Città di Palermo                   0

 

 

La seconda vittoria del periodo De Canio, che si ripete nel silenzio di uno  stadio vuoto, ci assicura la permanenza in serie A.

 

Il Palermo arriva in formazione molto dimessa ma è capace di contenderci il dominio del campo. Le fasi della partita sono equilibrate; le due squadre risentono della mancanza del loro miglior attaccante

 

 


Verso la metà del primo tempo, un episodio determinante. Il Palermo con una bella combinazione si crea lo spazio per presentare di fronte a Frey un giocatore svedese dallo strano nome, Mehmeti: il nostro portiere fa la grande parata deviando il tiro in uscita e l’attaccante si infortuna e deve uscire.  

 

Il Genoa segna due volte nel secondo tempo. Prima Gilardino traduce in gol un centro intelligente da destra di Rossi, con un fine tocco diagonale di interno sinistro; poi serve a Sculli una palla che va in gol dopo rimbalzo fortunoso.

 

I giocatori lasciano lo stadio che ha cancelli chiusi e finisce un periodo della squadra e forse della società.

 

Un doveroso caldo omaggio va a Kaladze, che con la maglia del Genoa ha disputato l’ultima gara della luminosa carriera.

 

L’allenatore De Canio ha applicato una selezione dei giocatori in rosa, privilegiando le doti di carattere morale. La medesima riserva sul piano morale verso alcuni giocatori trapela da alcune ammissioni del Presidente Preziosi.

 

Sul piano tecnico, è mancata, nell’organizzazione dell’attacco, quella “scintilla” di fantasia e di palleggio che permette di alternare un gioco di monotoni rilanci.

 

Il non convincente rendimento di Zé Eduardo è un mio rimpianto.

 

E’ indicativo che anche ieri De Canio si sia affidato a una tattica prudente, rivolta al gioco di difesa, e anche nel finale abbia fatto sostituzioni solo con difensori, senza chiamare ad esempio Zé Eduardo o Jorquera.

 

Ci troviamo dunque ad una scelta complessa, tra ricambi e conferme di giocatori.

 

Ma anche nella società ci sono incertezze.

 

Una parte dei sostenitori, piccola ma fragorosa, ha comportamenti di grave contrasto e nocumento verso la società, per motivi oscuri o poco comprensibili per i sostenitori “sani”.

 

Lo stesso Presidente Preziosi ha confessato la propria stanchezza per il mondo del calcio e dubbi sul prosieguo.

 

Noi vecchi appassionati osserviamo con una certa preoccupazione questo quadro in subbuglio. Come sempre, ci salviamo cercando di guardare le cose sotto l’aspetto storico e meditiamo sulle vicende alterne che poi si depositano sui quaderni per i posteri.

 

La storia è lunga.

 

Forse la prima squadra di Palermo, che si chiamava Anglo Panormitan, inaugurò la stessa maglia del Genoa prima di noi stessi, cioè nel 1900.

 

Quanto tempo è passato.

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

 



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