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dalla redazioneLa toccata senza rimbalzo (conclusione)
30/06/2012

 

Concludiamo le precedenti chiacchierate con un dovuto ossequio alla Toccata Regina tra tutte.

 

Quell’antico giuoco che si faceva coi piedi e colle mani, nato, certi dicono, nei primi  decenni del 1700 nella scuola di Cambridge, e che prese il nome di football, arrivato anni dopo ad un certo grado di sviluppo, veniva praticato da squadre che dividevano i propri giocatori in due reparti; circa tre si trattenevano in difesa della propria porta, gli altri 7 o 8 correvano avanti e indietro, in attacco e difesa, e cozzavano contro gli avversari, come due onde marine che si scontrano, allo scopo di spingere il pallone verso la porta avversaria.

 

 

 


Il pallone veniva trascinato soprattutto coi piedi; come già detto, da terra era vietato raccoglierlo; si poteva afferrare al volo ma non portare.

 

Questo svolgimento di massima aveva eccezioni di tempi e di luoghi, poiché molte erano le differenze tra scuola e scuola; ciò al contrario del Cricket, che era considerato nobile, era ben codificato, escludeva contatti tra giocatori e si prestava a competizioni interscolastiche.

 

Il football era spesso anche violento ed un motto che circolava era: dal campo di gioco al campo di battaglia, quasi ad evocare la dura preparazione dei giovani a futuri compiti direttivi nelle colonie.

 

In tale situazione, la segnatura del gol avveniva prevalentemente in tre modi:

 

una delle squadre prevaleva per forza di spinta e sfondando la linea avversaria entrava in gol con la palla (caso 1);

 

un giocatore sfuggiva alla mischia e arrivava da solo davanti al gol (caso 2);

 

riusciva il tiro da lontano, poco agevole per i molti giocatori attorno (caso 3).

 

Il football col tempo si è rivoluzionato. Nel 1863, tra le altre forme diverse, nacque un Football Associazione (in breve Soccer), e di seguito un Football Rugby (in breve Rugby); il Football Associazione in pochi anni si trasformò radicalmente e la modifica che servì al genio degli Scozzesi per inventare un gioco innovativo fu la proibizione a tutti i giocatori fuori che a uno di usare le mani (1869/70).

 

Intrapresa così dal calcio una strada tutta nuova, il Rugby rimase ancorato alla vecchia filosofia e possiamo vedere come i tre antichi modi di segnare che abbiamo sopra descritti siano rimasti attuali nel gioco della palla ovale. Infatti eccoli:

 

il prevalere di una squadra per forza di spinta in mischia che porta la palla oltre la linea (caso 1);

 

il giocatore che fugge da solo portando la palla tra le mani (caso 2);

 

il tiro di rimbalzo, o drop (caso 3).

 

Ma il Rugby ha la sua carta sovrana; la Toccata Che Non Rimbalza.

 

Il più semplice dei gesti, posare la palla a terra, è il coronamento e il vertice di un insieme di qualità fisiche e spirituali messe al servizio della squadra: la corsa, l’intuito, l’intelligenza, la forza. E’ un gesto definitivo, operato dalla mano stessa del giocatore: la mano che posa direttamente la palla a terra non richiede, non aspetta il seguito di un rimbalzo, in quell’istante medesimo il fato è compiuto.

 

L’insieme di qualità fisiche e spirituali che in quel gesto si sono sublimate si chiamano Sport.

 

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

Le regole del gioco del Football-Rugby

 

Una meta si segna effettuando, per primi, un toccato a terra nell’area di meta avversaria.

 

 



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