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Visto da lontanoDialogo immaginario davanti alla lapide
19/05/2013

 

"Good morning. Spensley, Sir James Spensley, i suppose..."
"Good morning to you. Have we met before?"
"Not really, but, in a way, yes! I've read much about you. And I've seen many pictures too.
I'm from Genoa...I'm a "genoano"
"Genova? Genoa? Oh my God! La "mia" Genova...il "mio" Genoa...
Cosa la porta qui?"
"Siamo venuti - ecco i miei amici - a portarle una buona notizia: il suo, il nostro Genoa potrà degnamente celebrare i 120 anni nella massima serie"
"Davvero gentile ad essere venuto sin qui...indeed. Ma, giovanotto, crede proprio che non sapessi? Credete, lei ed i suoi amici e tutti gli altri, che noi si stia seduti su, al terzo piano, come dite, dello stadio - a proposito...proprio bello anche se a me è rimasto nel cuore l'old ground di Ponte Carrega - a guardare? Potevate pensare che l'8 maggio, guarda caso proprio a Torino, gli altri ragazzi ed io ce ne stessimo con le mani in mano? Ci siamo cambiati e siamo scesi in campo pure noi, ognuno come un angelo custode per ciascuno degli undici. non ci spaventava di certo l'idea di giocare due partite in quattro giorni...Figurarsi, noi che ne giocavamo una al mattino e una al pomeriggio! Anche se le confesso che la fatica si è fatta sentire. La prego, caro amico, consideri anche l'età..."

 

 


Niederzwheren è in pratica un sobborgo di Kassel. Il cimitero di guerra sorge su una collinetta a un paio di chilometri, in mezzo alla campagna. Davanti al cancello, socchiuso ma sempre aperto, un grande campo di colza macchia di un giallo sfavillante il verde dei campi.
L'ordine meticoloso inglese e quello rigido tedesco si sono fusi nel conferire all'ambiente un'armonia tale per cui, non fosse per il timore di scadere in un assurdo quasi irriverente, trattandosi di un cimitero di guerra, il pensiero che si affaccia immediato è quello di un luogo di pace.
Le lapidi, tutte uguali, in pietra bianca, sono perfettamente allineate nello splendido prato curato, neanche a dirlo, all'inglese. La sensazione è quella di un battaglione schierato in ordine magnifico per una parata.

Mentre mi aggiravo tenendo in mano il foglietto su cui avevo trascritto le coordinate per trovare la lapide, mi passavano nella mente le foto di Spensley, da quelle in tenuta da calciatore a quelle in borghese, tutto quanto letto su di lui, dalla definizione di "eccentrico footballer" alle parole a lui dedicate dal poeta Edoardo Sanguineti che tanto mi parevano adattarsi alla situazione: "...fotografie superstiti (piene di tempo, popolate di morti noti e ignoti) additano, per frammenti di lampi, questa lunga leggenda: è rossa, è blu".
Per scoprire quanto la pubblicità possa essere ingannevole, compresa quella con cui George Clooney vorrebbe convincerci che "immagina...puoi". Perchè quando finalmente sono giunto davanti a quella lapide, non c'è stato più spazio all'immaginazione, la mente si è bloccata, quasi assieme al cuore, come ho creduto per un istante.
Lieutenant J. R. Spensley - Royal Medical Corp
Con l'indicazione della data di morte e dell'età: AGE 47
Che mi ha spinto meccanicamente a soffermarmi sulle altre lapidi attorno...age 22, age 26, age 24, age 21 e chiedermi sconsolato quando l'uomo, finalmente, capirà la profonda, idiota, ingiustizia della guerra.
E' stato bello vedere che ai piedi di molte lapidi c'erano piante e fiori, a significare che questi morti sono ancora vivi nella memoria di discendenti.
Con Agostino ed Adriano abbiamo rinunciato ad ogni foto con sciarpe o altro rossoblu. Ci pareva un kitsch non consono. Solo ci siamo consentiti, quandi "i lucciconi si sono asciugati" - come ha detto Adriano - una foto ricordo davanti all'ingresso, sotto la targa col nome del cimitero.

Non so se a qualcuno mai verrà un giorno in mente di scrivere un decalogo, un elenco delle dieci cose che ogni buon genoano deve fare almeno una volta nella vita. Non importa in quale ordine, se al primo o all'ultimo posto, ma il tributo a Spensley in questo lembo britannico in terra tedesca non può mancare.
Ultima riflessione: forte di una radicata convinzione, mi ero mentalmente raffigurato che il dialogo immaginario potesse così concludersi:
"Avrei proprio voglia di tornare a Genova. Caso mai avesse notizia che si è liberato un posto, mi faccia sapere. Il mio indirizzo ce l'ha: Niederzwheren - War Cemetary - Settore 3, fila H, 5 lapide da sinistra.
Magari in zona Staglieno, così affacciandomi do un'occhiata verso Ponte Carrega..."
La convinzione è venuta completamente meno. E' giusto rimanga dove si trova, in mezzo ai suoi compagni. Per raccontare loro, tra le tante cose ed uno sbuffo della pipa e l'altro, che lui è stato un "italian football champion". Uno degli undici della "prima volta"

Franci

 



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"Dialogo immaginario davanti alla lapide" | 4 commenti
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di jcarr (jcarr@genoadomani.it) il 31/05/2015 19.27

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