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il Grifone in campoAgevole successo
03/03/2014

 

 

Genoa C.F.C.                                  2

(14’ I t. Antonelli; 40’ II t. Sturaro)

 

C. Catania                                       0

 

  

Gasperini aveva cominciato a Catania un girone fa la nuova sua personale storia col Genoa con un pareggio e doppia adesso la boa con una viittoria a “punteggio inglese”, come si diceva una volta.

 

Ma povero Catania, ha il suo veloce attacco titolare, credo il migliore fra i suoi reparti, completamente fuori uso e la “difesa estrema” (altro termine di una volta) del Genoa ha brillato per precisione di interventi.

 

 

 


Genoa vince il campo e si schiera verso Nord: vogliamo risolverla subito, pensa così chi crede che colaggiù sia più facile segnare.

 

Salta subito agli occhi la differenza tra le forze in campo. Il giovane Sturaro cura con studiata e matura applicazione la propria collocazione centrale e la condisce con attenta dinamica; in avanti Gilardino esprime i suoi tocchi di preziosa finezza, a sinistra Sculli dialoga con Gilardino, a destra Konaté cerca con scarso successo di sfruttare i propri pregevoli spunti a creare spazi. Tutta la squadra smista la palla e agisce armonicamente. Dietro, siamo granitici. Gli sforzi dei siciliani non ottengono spiragli nella difesa rossoblù, salvo un paio di palloni sghimbesci in apertura di gara.

 

In una fase di attacco quasi una melée, si inserisce al tiro Antonelli, tocca di rimbalzo Gilardino, ribatte in porta lo stesso Antonelli, che di frequente non manca  la presenza sotto porta in queste situazioni, ci sembra un gol già visto, non è passato un quarto d’ora e sull’1-0 la partita sembra già decisa.

 

Una reazione del Catania e una tattica di controllo del Genoa producono una prevalenza di azioni catanesi col passare dei minuti, ma gli ospiti incappano in un’espulsione per una trattenuta di maglia da parte di un loro giocatore già ammonito. Tuttavia il Catania resiste e continua a tener bene il campo.

 

Alla ripresa del gioco il Catania in 10 ha una partenza brillante che mette momentaneamente il Genoa in difficoltà. E’ stato il suo sforzo finale. Il vertice quasi carnevalesco dello spettacolo lo godiamo, con alquanta preoccupazione, a partire dal 2° minuto, sotto forma di una piccola recita della battuta di un calcio di punizione dal limite: sulla palla ferma sta Lodi, fischiato senza compassione dal pubblico, mentre nella barriera tentano di infiltrarsi, a forza, giocatori catanesi – una specie di colluttazione – e intanto la palla viene spostata dai battitori indietro di 20 centimetri (utili per la parabola del tiro) e l’arbitro deve alternare i suoi interventi. Abbiamo la memoria di un gol preso una volta a Catania ad opera di Lodi in una situazione del tutto simile. Ma questa volta il tiro si spegne sulla robusta barriera. 

 

Ripreso il governo del gioco, la partita scivola verso il compimento del suo risultato più logico con la porta del 2-0 segnata nel finale da Storari: non un qualcosa di irresistibile, il portiere Andujar, bravo in altre occasioni, qui si è fatto uccellare da un forte rasoterra diagonale piuttosto centrale, ma certo qualcosa di importante per questo giovane che in conclusione di questa sua bella partita ha ottenuto la sua prima marcatura che rinforza le sue belle speranze.  

 

L’arbitro Massimiliano Irrati da Pistoia, che aveva finora arbitrato sultanto una decina di partite in serie A, ha commesso diversi errori evidenti, ma al di là degli episodi ha controllato la gara mantenendola nei giusti binari. Era una partita che nascondeva asperità; si sapeva, il Catania doveva combattere. Una serie di interventi sul pallone erano eseguiti con la massima forza, qualche volta i giocatori rimanevano a terra. Non gli darei una valutazione di condanna, anche se si è preso qualche boato dal pubblico e ci aspettavamo a favore qualche calcio di rigore. Non ha fatto defluire l’andamento della partita.

 

Neppure i diversi episodi che si sono succeduti, molti conclusi da errori di tiro dei genoani, su cui si puö sorvolare, hanno fatto defluire l’andamento della partita, come anche gli interventi duri su Gilardino fin dal primo minuto, povero vecchio milite, c’è abituato.

 

Come un fiume che va a valle, saltando i piccoli ostacoli, anche questa vittoria del Genoa sul Catania incompleto doveva arrivare così, inevitabile. 

 

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 

 



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