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il Grifone in campoPerla nera e perla barocca
23/03/2014

 

 

 

Parma F.C.                            1

(31’ I t. Schelotto)

 

Genoa C.F.C.                         1

(21’ I t. Cofie)

 

 

 

Si gioca col sole, su un’erba a rappezzi, in orario di pranzo ma non per tutti. Squadre in tenuta classica salvo calzoncini.

 

 

 

 

 


Subito pericoloso il Parma con un tiro alto dal vertice dell’area di porta di Perin, al 4’. Un minuto dopo dobbiamo ammirare il primo dei lanci morbidi e puliti che sa fare Cassano sui i piedi del compagno, ma la difesa rossoblù blocca.

 

La spinta del Parma viene presto imbrigliata e in questa prima parte vediamo il Genoa prendere supremazia di gioco.

 

Purtroppo un incidente muscolare obbliga all’uscita Matuzalem, sostuito da Bertolacci negli undici in campo e da Cofie nelle funzioni.

 

Konaté forse ha appreso da Cassano. Cofie si sposta in avanti suggerendo il passaggio e lui lo serve con un pallone rasoterra breve, morbido e misurato, non un lancio a inseguire come fanno spesso oggi. Cofie gioca la palla con finezza e senza forzare il tiro la invia di precisione nell’angolo basso opposto. 

 

I due giocatori dalla pelle nera hanno confezionato una perla.

 

L’andamento della partita rimane favorevole, ma non passano 10 minuti che Schelotto induce l’arbitro Dino Tommasi da Bassano del Grappa ad assegnargli una punizione a favore sulla tre quarti. Il lungocrinito Schelotto già era apparso spregiudicato in fatto di correttezza e in tale circostanza considero che l’arbitro sia stato ingannato. Calcio lungo in diagonale, entrate scomposte con Schelotto in mezzo, rimbalzi, incertezze e Schelotto batte di forza in porta da breve distanza.

 

Uno a uno: la nitida perla nera si trova pareggiata, quanto al punteggio, da quest’altra perla dai contorni meno geometrici e dalla luce meno nitida.

 

Di nuovo sul pareggio, la partita si smorza. Intorno al 39’ due tiri a sorpresa vanno fuori bersaglio: il primo, potente e pericoloso, di Parolo, da una certa distanza; il secondo di Konaté servito da Calaiö.

 

La ripresa ha due fasi: la prima a predominio genovese, la seconda, specie il finale, di pressione anche forte del Parma.

 

Nella prima, sorvolando su altri episodi, al 4’ tira Munari una palla pericolosa di poco alta e al 12’ Calaiò colpisce di testa, su centro di Burdisso, dal limite dell’area di porta e la palla esce sfiorando il palo opposto.

 

Cassano riceve un calcio al viso involontario da Burdisso. Fetfatzidis sostituisce Konaté. Il Parma rinforza l’attacco e preme; entra anche il veloce Biabiany. 

 

Il Parma non otterrà la vittoria. Ricordate il gol mangiato da Parolo all’andata a Genova, che sembrava difficile sbagliare? Ne sbaglia due nel finale, il primo di testa che esce di un pelo, il secondo inceppando il tiro davanti a Perin.

 

Il quale Perin in tuffo sulla sinistra respinge lungo il fondo un insidioso tiro di testa a mezza altezza di Amauri e infine cava dall’incrocio o forse dalla traversa, alzando in corner, una palla vagante che derivava da un rimpallo.

 

L’ultimo pallone è preda di Fetfatzidis, catturando il quale il greco sigilla il pareggio e solleva gli spettatori genoani dal timore della sconfitta. Il Genoa esce con onore dalla campo: non un grande Genoa, ma, salvo il finale, all’altezza di un Parma che a sua volta non è stato bravo come altre volte.

 

Discreto si potrebbe dire l’arbitraggio, nel complessivo, non fosse per alcuni errori.

 

 

Vittorio Riccadonna

 

 



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"Perla nera e perla barocca" | 0 commenti
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