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il Grifone in campoQuattro gioielli rossoblù a Bergamo
18/05/2015



Atalanta Bergamasca C.  _  _  _  _  _  _ 1
(18’ I t. Pinilla, rigore)

Genoa C.F.C.  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _   4
(30’ I t. Pavoletti; 12’ II t, Bertolacci; 16’ Falque; 28’ Falque)



Le quattro porte marcate dal Genoa, che fanno il guadagno di un posto in classifica, sono state una più bella dell’altra. Mi scappa, dunque, da descriverle per prima cosa.


Quella di Pavoletti, che rimette il punteggio in parità, è di testa, su traversone da destra di Bertolacci. Pavoletti, in posizione di centrattacco, marcato da un solo avversario, salta alto in anticipo rispetto al tempo normale, ostacolando così l’elevazione dell’avversario, e tocca la palla nel momento della propria massima elevazione; pertanto non colpisce veramente il pallone, lo manderebbe in alto, invece lo sfiora appena, facendo che esso prosegua la sua corsa esattamente verso l’angolo basso, con mirabile precisione.

La segnatura di Bertolacci, che porta la squadra in vantaggio, ha carattere di brillantezza per aver superato in dribbling l’avversario ai margini dell’area di rigore, frontalmente davanti alla difesa schierata. L’aspetto interessante non sta solo nell’abilità del dribbling, seppur elegante, stretto, in controtempo, tra le gambe del difensore: un gesto tecnico di ottimo livello ma non trascendentale; piuttosto sta nell’effetto sorpresa: le infiltrazioni alla Sivori non sono più moda. Riuscito l’aggiramento del suo marcatore, Bertolacci si è trovato libero davanti al portiere: la difesa avversaria era impreparata a coprirsi dal pericolo, si aspettavano forse un passaggio laterale. Elegante e facile la conclusione in porta.

Le altre due marcature vengono da manovre a campo largo, perché ormai il Genoa ha la partita in mano anche sotto l’aspetto tattico.

La terza è di ammirevole manovra lineare, che scorre in diagonale per tutti i giocatori d’attacco, da sinistra a destra, fino a liberare Falque che la conclude con un precisissimo diagonale rasoterra.

La quarta è un puro contrattacco condotto da Falque in proprio e concluso con un tiro di perfezione da sogno, una parabola straordinaria che spiove esattamente nell’angolo alto della porta a destra del portiere.

Al confronto di queste quattro perle, figlie di una concezione di arte calcistica, perdono importanza gli altri episodi della partita, che portano in sé qualcosa di occasionale. Potrei quindi finire qui, avendo già detto l’essenziale.

Aggiungerò che la giornata è molto calda. Gli troupe degli arbitri si presenta vestita di rosso ma presto si spogliano e svelano il giallo della loro divisa. Le squadre sono nella tenuta tradizionale, il Genoa in bianco con fascia. Batte il calcio d’avvio Atalanta.

Atalanta priva di diversi titolari in difesa e del centravanti Denis. Del Genoa conosciamo la falcidia in attacco.
Il Genoa, di fronte all’attacco avversario a tre punte, schiera Edinilson arretrato.

Il Genoa nei primi minuti subisce un calcio di rigore, con relativo bel gol di Pinilla, a causa di un pugno al una innocua palla alta dato da Burdisso, con sorpresa generale. Poi per il primo tempo il Genoa conduce il gioco con una moderata superiorità, anche se Perin deve salvare, in porta e fuori di porta, e c’è chi si aspetta un secondo rigore a favore di Atalanta per uno scontro di Roncaglia in area – io su questo non saprei. Insomma, la difesa del Genoa ha la strana caratteristica di giocare benissimo normalmente, di saper contenere con organizzazione e sapienza gli avversari, e poi ecco l’errore: trovi che un pallone calciato fermo arriva a un attaccante libero davanti al nostro portiere che deve uscire, oppure che una palla respinta corta da lui viene quasi fallita da un difensore.

Ma, come dicevo, sono dettagli occasionali.

Col gol di Bertolacci la partita è finita; o meglio, è proseguita col dominio del Genoa. Anzi è Pinilla che riesce a salvare ancora la propria porta con un colpo acrobatico sulla linea, a Sportiello fuori causa.

Resta l’ammirazione per il meccanismo armonioso oggi raggiunto.



Vittorio Riccadonna



ATALANTA :
Sportiello; Bellini (cap.), Stendardo, Cherubin (30’ II t. Benalouane), Dramé; Carmona (15’ II t. Moralez), Migliaccio, Cigarini; D’Alessandro (21’ II t. Bianchi), Pinilla, Gomez.
GENOA :
Perin; Roncaglia, Burdisso (cap.), Izzo, Edenilson; Rincon, Bertolacci (39’ II t. Mandragora), Kucka; Falque (42’ II t. També), Pavoletti, Lestienne (22’ II t. Bergdich).
ARBITRO : A.Gervasoni da Mantova
AMMONITI : Migliaccio, Carmona, Izzo e Pinilla per gioco scorretto.





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