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Genoa CricketGenoa Cricket
08/06/2015



Tre sono gli aspetti della crisi che sta passando la ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) da noi fondata.

Il primo è l’aspetto disciplinare e la decisione del “presidente” (decaduto) di dare forfait per due volte consecutive.
Non ne conosco i particolari: abbiamo soltanto le informazioni dei comunicati ufficiali nel sito federale di Crickitalia (nulla dice il sito locale). Immagino che i fatti di indisciplina, che hanno causato i provvedimenti, ci siano stati, ancorché, forse, con giustificazioni sul campo. Immagino che le multe sanzionate a nostro carico siano coerenti con gli statuti e le norme. Immagino che la conseguenza dell’esclusione dal campionato fosse nota e calcolata. Si tratta in questo caso di una scelta, di un ritiro volontario la cui responsabilità personale è del “presidente”; in caso diverso, di una sua colossale inadeguatezza.


Altro problema, ma il più importante, è la completa assenza di gestione societaria secondo statuto. Io, socio fondatore, sono un socio fondatore (e proboviro) moroso. Altri soci come me, anch’essi fondatori, sono morosi. E’ logico: se non si presentano bilanci e non si fanno assemblee né elezioni, non ha senso versare le proprie quote. Di conseguenza le cariche, compreso quella del “presidente”, sono ampiamente scadute. Tuttavia secondo lo Statuto dell’ASD che fondammo, un socio non decade da socio senza una specifica procedura, che invece non si è avuta. Quindi esistono, in un certo numero e anche in persone importanti, quali il nostro GUI, come dire, dei soci fantasma.
O forse ha costituito per conto suo, il gruppetto che ha preso la guida dell’ASD, una nuova diversa società con il medesimo nome e un nuovo statuto? Avrebbero in questo caso compiuto il gravissimo atto di disfare una ASD senza dirlo ai soci? Sembra incredibile.
I Sindaci dell’ASD, che hanno il compito di verificare i conti, mantengono il silenzio? Dice nulla anche la Fondazione Genoa, che si associò al Genoa Cricket? Ne sa qualcosa la Federazione?
Insomma: il problema societario va affrontato in primo luogo d’importanza.

Il terzo problema è nelle lagne del “presidente” al XIX: chiede soldi.
Il problema certo esiste. Lo conosciamo, l’abbiamo vissuto, abbiamo cercato, tutti assieme, vari modi per introitare il necessario all’attività, quasi eroicamente.
Potrebbe adesso avere il criterio, il Genoa di Preziosi, di foraggiare una ASD tanto poco seria nella gestione come si dimostra il Genoa Cricket ?
E tuttavia i risultati sportivi sono stati gloriosi, straordinari, e sarebbe un delitto affossare una tale nuova realtà e tanto benefattrice nel profilo dell’integrazione onesta.
Il gruppetto che ha preso la guida dell’ASD, la vecchia o nuova che sia, rappresenta la forza capace di trascinare avanti l’attività di cricket, non noi soci fantasma.
Purtroppo esso ha rinunciato alla correttezza nei rapporti interni e adesso si lagna soltanto per la questione economica.


Vittorio Riccadonna

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"Genoa Cricket" | 1 commento
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Stai visualizzando i commenti del giorno 10/06/2015


Gravi problemi
di vieux_marcheur il 10/06/2015 23.51


Attraverso un complesso di problemi, uno è sempre quello principale, che trascina anche gli altri.
Questo, dei tre che abbiamo detto angustiano il Genoa Cricket, sembra a me essere il problema economico.
Si direbbe che, purtroppo, un piccolo gruppo di dirigenti, per quando volonterosi ed entusiasti, non sia in grado di reggere il costo di una squadra di cricket a livello nazionale.
Questo è il maggior guaio.
Ci hanno detto che almeno il “presidente”, tra coloro che seguono la squadra, è incorso in una cospicua esposizione finanziaria personale.
Forse tutte le altre squadre di livello nazionale fruiscono di un mecenate o di dirigenti danarosi; o forse hanno trovato delle soluzioni, che a Genova non abbiamo trovato.
Senza dubbio il “presidente” ha sempre sperato in sovvenzioni o ripianamenti; ma la Fondazione Genoa a sua volta non dev’essere in condizioni di floridezza e il Genoa S.p.A., concessa che sia la volontà di intervenire (e, come detto, dovrebbe tuttavia pretendere una più limpida gestione della società di cricket), credo abbia difficoltà normative a farlo, nella veste di S.p.A. professionista.
Si verifica una specie di paradosso: la società di cricket che si ammanta del glorioso nome del primo Cricket Club d’Italia, ebbe, è vero, come risulta, dei sostegni economici, ma non continuativi e sufficienti, da parte dei “Genoa” per così dire ufficiali e in realtà si è ridotta a rimanere una inadeguata piccola società privata, quasi personale.
Attorno a un problema così grave e importante, altri evidentemente vi si avvolgono e il tutto meriterebbe chiarimenti, dato che di informazioni io poi ne ho poche.





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