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il Grifone in campoSi studia in attacco ma si dà lezioni in difesa
07/02/2016




Genoa C.F.C. . . . . . . . . . . . . . . 0

S.S. Lazio . . . . . . . . . . . . . .. . . 0


Noi in divisa tradizionale, Lazio in tenuta quasi completamente bianca.

Burdisso vince il campo e si schiera spalle a Nord. Batte l’inizio la Lazio e sulla battuta conquista già un corner – un atteggiamento diverso dalle battute all’indietro oggi di moda –, sarà il primo di una serie. Questa Lazio, che si annuncia zeppa di riserve, comincia con presumî formidabile. Vuole dirci che non è più nostra vittima designata; dopo aver vinto a Milano contro Inter e a Firenze, pare decisa ad ottenere la sua quarta vittoria in trasferta su questo campo pseudo-erboso e pare ne abbia i mezzi.




Genoa è in inferiorità, compresso sotto la Nord. La difesa dei bianchi gioca avanzatissima. Dopo un quarto d’ora i corner contro di noi sono già una mezza dozzina: uno viene al 5’ da impegnativa parata di Perin nell’angolo basso, su forte tiro da fuori area di Cataldi. Così si va avanti per tutto il primo tempo. Qualche azione il Genoa la porta tuttavia, errando a volte all’ultimo passaggio, per misura o per intesa: come inaugurato da Dzemaili al 12’. Su un successivo corner, una testata di Mauro tocca la traversa di Perin. Soltanto verso la fine i rossoblù si fanno avanti e al 38’ mandano un pallone pericoloso a scorrere davanti alla porta di Marchetti (azione Dzemaili-Cerci), allontanato da Konko – chi si rivede.

La nostra difesa, messa a ben dura prova, ha constituito un argine magnifico però pensiamo che nella ripresa qualcosa dovrà cambiare.

E infatti la ripresa ha sùbito un tono diverso e la Nord ribolle sopra mischie fierissime, come al 18’. Sono, principalmente, batti e ribatti. Come consuetudine, Gasperini cambia le ali e Lazovic appena entrato dà una scossa con un veloce discesa. Ora le forze in campo si possono dire in equilibrio. Gli attacchi della Lazio però fanno spavento, lanciati come sono in velocità in ispazi che la nostra difesa a 3 tampona con piccoli miracoli di agilità, di anticipi, di intercettazioni, di contrasti. Bisogna proprio aspettarsi qualche 8 del pagelliere agli uomini della nostra estrema difesa!
Purtroppo rimarchiamo un infortunio finale di Ansaldi.

Quindi, tra il vertiginoso alternarsi degli attacchi del Genoa che non trovano la chiave del successo e quelli della Lazio che trovano porta serrata, la partita giocata con tanta determinazione dalle due squadre finisce senza gol.

Prendiamoci il pareggio e possiamo anche considerarlo un successo.

Arbitraggio di Orsato molto buono, quasi ottimo.

Lascio infreddolito il Ferraris velocemente in attesa dell’annunciato diluvio, ch’è in ritardo.



Vittorio Riccadonna



GENOA:
Perin; Izzo, Burdisso (cap.), Muñoz; Ansaldi (13’II t. Rigoni), Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (34’ II t. Lazovic); Cerci (24’II t. Tachtsidis), Pavoletti.
LAZIO: Marchetti; Basta (II t. Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Cataldi (33’ II t. Lulic); Felipe Anderson, Milinkovic, Parolo, Mauri (cap. - 20’ II t. Keita); Djordjevic.
Arbitro: D. Orsato da Schio.
Ammoniti: Parolo, Suso, Munoz, Cataldi, Rincon, Lulic per gioco scorretto.



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