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il Grifone in campoToccato il fondo?
20/02/2017

Pescara Calcio    5   (5' pt Orban (aut), 19' pt Caprari, 31' pt Benali, 36' st Caprari, 42' st Cerri)

Genoa CFC          0

Ai tempi purtroppo non di rado grigi di Fossati (RIP) ricordo una frase che ricorreva spesso, credo coniata dall'amico Prof. Peo Campodonico, "al peggio non c'è mai fine", sono passati tanti anni e certe situazioni credevamo di essercele oramai dimenticate, invece....

La protesta dei tifosi del Pescara...Non c'è voluto molto che se ne andassero anche i nostri di fronte a situazioni inaccettabili per una società di grandi tradizioni come la nostra.

 


Per Juric avrebbe dovuto essere la partita della svolta, sarebbe bastata anche una vittoria striminzita, invece la squadra si è persa ed ha fatto parlare di miracolo Zeman, ma lo stesso interessato, sorridendo, ha fatto presente che due soli giorni per i miracoli sono troppo pochi, lasciando intendere che la partita l'abbiamo persa noi e non vinta loro.

Ci sono state scelte discutibili dell'ormai nostro ex allenatore come quella di schierarsi a 4 dietro e lasciare in panca Munoz, il nostro difensore più affidabile, non concedendo un po' di riposo a Capitan Burdisso che, oramai, viene superato in velocità ed in tutto sia dai piccoli ed agili come Mertens come dai grossi pachidermi, un po' meno fenomeni, come Cerri in occasione del primo gol.

Ha destato perplessità la stessa conferma di un Lamanna che pare schiacciato dalla responsabilità assunta e, malgrado la continuità garantita dal nuovo grave infortunio di Perin, non ha più ripetuto le brillanti prestazioni offerte nelle rare presenze cui era stato chiamato in precedenza.

A centrocampo non si fa più reparto e filtro, del resto ci gioca gente che si è appena conosciuta, come possono funzionare meccanismi ed automatismi?

Dettagli importanti, ma spiegano solo in parte la delicata situazione che si sta delineando nella quale, dopo aver visto alcune gare delle altre squadre di fondo classifica, si ha la sgradevole sensazione è che la nostra, purtroppo, sia indietro, sia per condizione fisica e, soprattutto, per organizzazione di gioco, non parliamo poi di morale ed autostima.

Questo risultato, poche storie, è la inevitabile conseguenza di tante scelte errate, meglio dire che da un po' di tempo chi dirige la società non ne ha più azzeccata una ed ha messo l'allenatore nella condizione peggiore possibile ed ora lui paga per tutti senza essere, a mio avviso, il maggior responsabile, anzi in alcune occasioni ha dimostrato qualità insieme ad altre in cui ha evidenziato la sua ancora scarsa esperienza.

Immagino che in una situazione come questa si sarebbe trovato in difficoltà anche il predecessore di Juric (a proposito complimenti agli stolti che si sono fatti usare dalla società per dare una mano a cacciarlo), che magari con i suoi noti mal di pancia avrebbe potuto, forse, condizionare, la dirigenza "aiutandola" come spesso in passato ad evitare molti degli errori fatti.

Ecco, la colpa maggiore di Juric, credo, sia stata quella di essersi fatto troppo condizionare ed aver accettato tutto senza un minimo di reazione, peggio per lui.

A questo punto che fare?

Credo che non resti che attaccarsi ad un'altra delle non poche espressioni che abbiamo conosciuto ed hanno contraddistinto la nostra vita nella genoanità, quella che, come letto altrove, ci ricordava Mario, vale a dire "Genoa più mi tradisci e più ti amo".

Si è persa una partita, non ancora la guerra, e come spesso si diceva una volta in queste situazioni, oggi è la giornata delle citazioni, "adesso è il momento di remare tutti insieme e nella stessa direzione, i processi si faranno alla fine"

Chi ha visto la partita sa come andata, chi non l'ha vista se lo può immaginare, consentitemi di saltare la cronaca ed archiviare, purtroppo alla storia, questa nostra nuova pagina buia.

Come nuovo allenatore hanno scelto Mandorlini, purtroppo il Prof Scoglio non c'è più, in una situazione come questa sarebbe stato l'ideale.

Speremmu ben.

Il Tabellino:

Bizzarri, Zampano, Stendardo, Coda (38' st Bovo), Biraghi, Memushaj, Bruno, Verre (27' st Muntari), Caprari, Cerri, Benali (30' st Pepe)  (Fiorillo, Crescenzi, Bovo, Vitturini, Fornasier, Muric, Cubas, Mitrita, Kastanos, Brugman) - All. Zeman
Lamanna, Izzo, Burdisso, Orban, Lazovic (1' st Pinilla), Cataldi, Hiljemark (30' pt Pandev), Laxalt, Rigoni, Simeone (16' st Edenilson), Palladino (Zima, Rubinho, Biraschi, Munoz, Cofie, Morosini, Beghetto, Ninkovic, Coppola) - All. Juric
Arbitro: Abbattista di Molfetta - Corner: 5-9 - Recupero: 0' e 0' - Spett: 3.000

Giancarlo Rabacchi 

PS. Per la foto si ringrazia il Secolo XIX



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"Toccato il fondo?" | 1 commento
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La sconfitta era nell’aria
di vieux_marcheur il 20/02/2017 12.48

Il destino di una partita di calcio a volte si respira prima del suo inizio.
Discende da atteggiamento mentale e da valori morali.
Stolto è stato tutto l’ambiente del Genoa, forse coinvolgente i giocatori stessi, a credere che a Pescara sarebbe stato facile, invece di capire in anticipo, e non in ritardo, che sarebbe stato difficilissimo.
Con Zeman è rivoluzionata la posizione mentale dei pescaresi. Non rimastichiamoci l’idea che in 3 giorni non ha potuto fare niente.
L’esortazione fatta in TV da Onofri di aggredirli dall’inizio allo scopo di scoraggiarli era stata fatta prima della notizia dell’arrivo di Zeman. Non sarebbe stato più realizzabile oggi.
Poiché il nostro commentatore di sito, per demoralizzazione, l’ha omessa, affronto io il primo boccone di cronaca.
Lanciato verticalmente ( ecco la superiorità tattica ! ) Cerri si infiltra tra Burdisso e Lamanna, riesce a evitare i loro interventi e finisce con la palla sulla linea di fondo. Opportunamente, Orban si porta vicino al palo a protezione della porta, giacché nessun altro pescarese è vicino. Osservazioni si possono fare circa una certa esitazione da parte di Burdisso e Lamanna, che “entrando” avrebbero potuto prendere il pallone. Contro-osservazione: hanno evitato il pericolo di entrare a vuoto e hanno avuto successo nell’accompagnarlo in zona marginale. L’azione sembra morta, Cerri è senza sbocco; disperato ha la trovata di sparare un tiro contro il corpo di Orban.
Orban non riesce a schivare e la balla gli rimbalza alle spalle.
Un’autogol che in qualche maniera ricorda quell’altro fatto da Izzo qualche partita fa a Genova.
Ora, gli sportivi possono capire che un tale episodio iniziale ha influenza determinante sul morale delle due squadre; per i giocatori del Genoa tutto si fa più difficile e le idee che già sono scarse vieppiù si ottenebrano; si rendono conto d’essere in inferiorità, inaspettatamente; cresce la paura di sbagliare; gli errori che arrivano la ingigantiscono.
Forse dopo questo autogol la partita era già persa e così ha voluto la cattiva sorte.
Nella sfortuna e nelle contingenze difficili si vede la forza di una squadra: è una legge dello sport.
Abbiamo invece visto una squadra senza forza e senza idee – non si può dire altrimenti.





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