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il Grifone in campoConfronto di schemi e di orgoglio
25/11/2020


Coppa Italia - IV turno : giovedì 26 novembre 2020, ore 17
U.C. SAMPDORIA   -   GENOA C.F.C.          1-3



Porte : 17’ I t. Verre; 15’ II t. Scamacca, 22’ Lerager, 26’ Scamacca

SAMPDORIA : Audero; Bereszynski (cap.), Yoshida, Tonelli (40’ II t. Candreva), Augello; Thorsby, Silva (30’ II t. Ekdal); Leris (28’ II t. Damsgaard), Verre, Jankto; La Gumina (40’ II t. Gabbiadini).
GENOA : Marchetti; Goldaniga, Zapata, Bani (33’ II t. Masiello); Ghiglione, Sturaro (cap.; 19’ II t. Lerager), Rovella (II t. Melegoni), Zajc (II t. Badelj), Luca Pellegrini (v.c.); Shomurodov (40’ II t. Pjaca); Scamacca.
Arbitro : Fr. Fourneau da Roma.
Ammonizioni : Zapata, Silva, Yoshida, Sturaro; Leris, Pellegrini, Scamacca.
Note : Genoa batte il calcio d'inizio Nord alle spalle.


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"Confronto di schemi e di orgoglio" | 2 commenti
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La Spada della Vittoria, effetto
di vieux_marcheur il 28/11/2020 15.17

Davvero singolare il mutamento della partita dal momento del pareggio del Genoa. In apparenza, un capovolgimento nella prestanza tra i gocatori antagonisti. Invece la ragione del fenomeno sta nel campo mentale.
Il riferimento del titolo agli schemi non è casuale. Il Genoa ha mostrato di essere indietro agli avversari per organizzazione di gioco. E quando nella metà campo si va sotto, negli schemi del palleggio, si fa spesso anche figura di arrivare secondi sul pallone per lentezza, mentre invece è l’intuizione e l’intesa della manovra che fanno arrivare primi. (Diverso è sottoporta, dove lo spazio è orientato).
L’inferiorità del Genoa per quanto riguarda gli schemi di gioco era sotto molti aspetti naturale e prevedibile: la squadra avversaria era meno rinnovata e aveva avuto un avvio tranquillo rispetto a noi.
Chiuso il primo tempo davvero col minimo danno, le due sostituzioni a metà campo hanno alquanto sveltito i rilanci ed è apparso qualche barlume di gioco d’attacco, ma quell’inferiorità di prestanza era ancora palese.
Il colpo inferto dalla Spada della Vittoria dell’Uzbeco ha annichilito nei nostri avversari la sicurezza del risultato e della superiorità. La loro difesa era stata assente! A fianco dell’incorsore che avanzava senza opposiziine, un altro attaccante aveva seguito l’azione al centro, del tutto libero anch’esso. Un vuoto difensivo pauroso. Quindi, ecco sorgere la paura.
Al contrario i nostri si sentivano miracolati e vedevano la posibilità di vincere. Ecco sorgere la fiducia, l’entusiasmo.
Allora, non era dunque stata soltanto inefficienza fisica.
Una grande squadra, in una partita sa anche aspettare. Piccole squadre invece si lasciano spesso trascinare. Per ora, stiamo parlando di piccole squadre.
Ho accennato nel precedente commento all’importanza di Zapata e Marchetti. Sono stati bravi anche tecnicamente. Ma dentro a un’area di rigore fra difensori esiste un valore che non è tecnico ma mentale e significa senso di posizione, guida e protezione, senso del tempo, scelta del momento dell’uscita. Per queste qualità, non rimpiango Perin.
Un’ardita opinione. Mi rispondete che sono un vecchio rebecucco, che per giunta non vede le partite?.





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