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dalla redazioneSpingere un avversario (la rete annullata a Südtirol)
05/05/2023


Il commento qui leggibile alla partita giocata a Bolzano suona provocatorio: a proposito della rete annullata a Südtirol, afferma che non si capisce il motivo dell’annullamento, ed è un’affermazione che appare assurda. Infatti una forma di indignazione s’è letta nei “pensieri”.


Al senso comune, lo spintonamento e atterramento di due difensori genoani allo scopo di portare pallone in meta appare una irregolarità indiscutibile.
In quella mischia maiuscola, l’arbitro Di Bello potrebbe aver ravvisato una gomitata o un calcetto e aver fischiato quello; non avendo visto alla TV niente del genere, ci atteniamo all’ipotesi, più attendibile, che abbia fischiato le spinte.
Il significato del nostro commento va al di là del fatto in sé. Capirete che non si voleva certo inalberare una protesta contro il risultato. Si voleva invece collegarci alla trasmutazione del gioco del calcio avvenuta nell’ultimo periodo.
Tra quelli di noi che non appartengono più alla generazione dei calciatori attivi, penso non ci sia chi non s’è accorto di un fenomeno evidente: cioè, spinte all’avversario che una volta erano chiari falli di gioco ora invece dagli arbitri nel mondo vengono tollerate come regolari. Ed è un cambiamento profondo, che incide sul gioco, ne esalta l’aspetto atletico e ne deprime quello tecnico. Come se l’Organizzazione volesse riavvicinare il calcio al modo inglese di molti anni fa.
Io non sono a contatto col mondo degli arbitri e posso quindi esprimere idee scollegate; in compenso posso leggere il regolamento.
Recitava il regolamento ancora negli anni ‘70:
intenzionalmente...spingere un avversario con la mano o con qualsiai parte del braccio ...calcio di punizione diretto (trascuriamo le osservazioni secondarie).
Quindi spingere è fallo.
E il regolamento negli anni ’80, più semplicemente:
intenzionalmente...spingere un avversario ...calcio di punizione diretto.
Spingere è ancora fallo.
Ma nel 1999 c’è la rivoluzione: sparisce la volontarietà. Il nuovo regolamento dice:
... calcio di punizione diretto ...commette per negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata ... spingere un avversario.
Nella versione attuale, semplicemente spingere.
Quindi il solo spingere un avversario non è più un fallo.
Va accettata l’attuale regola, che specifica esplicitamente:
...spingere....:
se con negligenza : punizione diretta
se con imprudenza: punizione diretta + ammonizione
se con vigoria sproporzionata: punizione diretta + espulsione.
Nell’ipotesi, che ci siamo proposti, che Di Bello abbia fischiato le spinte, dobbiamo desumere dalla mancanza di cartellini che abbia ravvisato la negligenza.
Zanichelli definisce la negligenza: svogliatezza, trascuratezza. Un termine del tutto inapplicabile nel nostro caso! Sarebbe un’antitesi.
Il regolamento però dà una sua definizione:
“Negligenza” significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione.
Quale considerazione? Forse la precauzione, colla palla a distanza di gioco, che l’avversario non cada per una spinta regolare di fronte?
È dunque giustificato il dubbio espresso nel nostro commento alla partita sul motivo dell’annullamento del gol. E ci fa pensare all'evoluzione del football. Ma non un'evoluzione "naturale": dettata a tavolino.


Vittorio Riccadonna

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